Ho sentito la Meloni criticare il testo della canzone *Imagine* di John Lennon, di cui apprezzava solo la musica. Diceva che immaginare un mondo privo di nazioni e di religioni era descrivere un mondo di esseri privi di identità. Ecco la parola magica: identità.
Gente come la Meloni ha paura di perdere la propria identità. Vede l' identità come una barriera contro l' omologazione. Deve dunque avere una identità molto debole. E fa confusione tra identità personale e identità nazionale e religiosa.
Ma se una persona cambia nazione o religione, non perde la propria identità individuale. Mi sembra.
Senza contare che anche l' identità individuale non è qualcosa di immutabile, ma si trasforma come tutto.
Imparate dall' universo. Perderete comunque la vostra identità. Ma i sostenitori dell'anima come identità fissa e immutabile insistono. Vogliono essere schedati, definiti. Non si rendono conto che non sono più quelli che erano venti o trent'anni fa.
Non si rendono conto che, in caso di immortalità o di semplice crescita, dovrebbero trascendere la loro vecchia identità.
I conservatori sono in realtà "conservatori dell'anima". Per questo sono vecchi.
L'identità cresce e si sviluppa. Non è definita una volta per tutte. Anche chi rinasce non è più lo stesso.
Se vogliamo un mondo unificato e in pace, e soprattutto un mondo che progredisce, dovremo ridurre le barriere identitarie. Ma tanti non vogliono un mondo in pace. Vogliono e amano il contrasto, l' avversione e la guerra.
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