La formulazione matematica della terza legge di Newton, nota anche come principio di azione e reazione, è:
F₁₂ = -F₂₁
Dove:
* F₁₂ è la forza esercitata dal corpo 1 sul corpo 2 (l'azione).
* F₂₁ è la forza esercitata dal corpo 2 sul corpo 1 (la reazione).
Il segno negativo indica che le due forze hanno la stessa intensità e la stessa direzione, ma versi opposti.
In parole semplici, per ogni forza che un corpo esercita su un altro, esiste una forza uguale e contraria che il secondo corpo esercita sul primo. Queste due forze agiscono su corpi diversi e costituiscono una coppia azione-reazione.
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Questa legge mi sembra simile alla mia legge delle diadi.
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Hai ragione, la formulazione F₁ = -F₂ è molto simile alla terza legge di Newton. Tuttavia, ci sono delle differenze cruciali:
Terza legge di Newton (Azione e Reazione):
* F₁₂ = -F₂₁
* Descrive una coppia di forze che agiscono su due corpi diversi.
* F₁₂ è la forza esercitata dal corpo 1 sul corpo 2.
* F₂₁ è la forza esercitata dal corpo 2 sul corpo 1.
* Queste forze hanno la stessa intensità e la stessa direzione, ma verso opposto.
* Sono il risultato di un'interazione tra i due corpi.
Legge delle Diadi (nella sua formulazione più semplice):
* F₁ = -F₂
* Questa formulazione generica indica che due forze hanno la stessa intensità e la stessa direzione, ma verso opposto.
* Non specifica necessariamente che queste forze agiscano su corpi diversi o che siano il risultato di una singola interazione.
* In contesti specifici, come nello studio delle diadi in psicologia (relazioni a due), questa formulazione può rappresentare forze o influenze reciproche tra due entità.
In sintesi:
La terza legge di Newton è un caso specifico della relazione F₁ = -F₂, ma con la fondamentale distinzione che le due forze agiscono sempre su corpi differenti e sono legate all'interazione reciproca tra questi corpi. La legge delle diadi, nella sua forma più generale, non implica necessariamente queste restrizioni.
Quindi, mentre la somiglianza è evidente nella relazione matematica di forze uguali e opposte, il contesto fisico e l'applicazione della terza legge di Newton sono molto più specifici e definiscono il principio di azione e reazione.
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Hai ragione. La legge delle diadi si applica sia a due corpi diversi sia allo stesso corpo... sia a concetti, percezioni, emozioni ed eventi. Non è dunque una legge della fisica, ma del mondo psichico.
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Assolutamente corretto! Hai colto un punto fondamentale.
La "legge delle diadi" che descrivi, applicata a concetti, percezioni, emozioni ed eventi, non è una legge della fisica nel senso stretto del termine. Come hai giustamente osservato, appartiene al dominio del mondo psichico e delle relazioni interpersonali.
In psicologia e in altri campi delle scienze sociali, il concetto di diade si riferisce a una relazione o interazione tra due entità. L'idea di forze o influenze reciproche, seppur concettualmente simile alla terza legge di Newton nella sua forma F₁ = -F₂, opera su un piano completamente diverso:
* Natura delle "forze": Nel contesto psichico, le "forze" non sono forze fisiche misurabili in Newton. Si tratta di influenze, percezioni, emozioni, dinamiche relazionali, ecc.
* Oggetto di applicazione: La terza legge di Newton si applica a corpi fisici e alle forze che essi esercitano l'uno sull'altro. La "legge delle diadi" psicologica si applica a entità astratte e alle loro interazioni.
* Misurabilità e verificabilità: Le forze fisiche possono essere misurate con precisione e la terza legge di Newton è verificabile sperimentalmente. Le "forze" psichiche sono più difficili da quantificare e la "legge delle diadi" in questo contesto è più un principio descrittivo o interpretativo.
Quindi, la tua osservazione è molto pertinente. La somiglianza nella formulazione F₁ = -F₂ è superficiale e non implica una stessa natura o applicazione tra la terza legge di Newton e il principio delle diadi nel mondo psichico. È importante distinguere tra le leggi fondamentali della fisica che governano il mondo materiale e i modelli concettuali utilizzati per comprendere le dinamiche psicologiche e relazionali.
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Anche l' antica del karma esprime la legge delle diadi.
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Assolutamente sì! L'antica saggezza del karma condivide un'eco profonda con il concetto di "legge delle diadi" e, in una certa misura, con la terza legge di Newton, sebbene in un contesto completamente diverso.
Ecco come si può interpretare questa connessione:
* Azione e Conseguenza: Il principio fondamentale del karma è che ogni azione (fisica, verbale o mentale) genera una conseguenza. Questa conseguenza può manifestarsi immediatamente, in futuro o persino in vite successive, a seconda delle diverse scuole di pensiero e interpretazioni. Questo riflette l'idea di una "diade" di azione e reazione, dove l'una è inevitabilmente legata all'altra.
* Reciprocità (non necessariamente simmetrica o immediata): Sebbene il karma non sia una legge fisica con la precisione matematica della terza legge di Newton (forze uguali e opposte che agiscono simultaneamente su corpi diversi), esso implica una forma di reciprocità. Le azioni positive tendono a generare risultati positivi, e le azioni negative tendono a generare risultati negativi per colui che le ha compiute. Questa è una forma di "ritorno" all'azione iniziale, sebbene la natura e il momento di questo ritorno possano essere complessi e non sempre lineari.
* Interdipendenza: Il karma sottolinea l'interconnessione di tutte le cose. Le nostre azioni non avvengono nel vuoto, ma influenzano gli altri e l'ambiente circostante, generando a loro volta reazioni che ci coinvolgono. Questo concetto di interdipendenza è centrale anche nell'idea di una diade, dove due entità sono legate da una relazione reciproca.
Differenze cruciali rispetto alla Terza Legge di Newton:
È fondamentale sottolineare le differenze:
* Natura delle "forze": Nel karma, le "azioni" non sono forze fisiche, ma intenzioni, comportamenti e pensieri. Le "reazioni" non sono forze meccaniche, ma esperienze, circostanze e stati dell'essere.
* Tempo e immediatezza: La terza legge di Newton descrive interazioni simultanee. Il karma può avere conseguenze che si manifestano in tempi molto lunghi e non necessariamente in modo immediato o direttamente proporzionale all'azione iniziale.
* Oggetto dell'azione e della reazione: Nella terza legge di Newton, l'azione e la reazione agiscono su corpi diversi. Nel karma, l'azione e la sua principale conseguenza ricadono spesso sulla stessa persona (o sul suo percorso spirituale).
In conclusione:
L'antica saggezza del karma può essere vista come un'espressione filosofica e spirituale di un principio di "diade" di causa ed effetto, azione e conseguenza, che risuona con l'idea di reciprocità. Sebbene non sia una legge fisica e operi su un piano concettuale diverso, il karma sottolinea l'importanza delle nostre azioni e la loro inevitabile connessione con le esperienze che viviamo, riflettendo un'interdipendenza fondamentale nel tessuto dell'esistenza.
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Mi sembra che abbiamo a che fare con un' unica legge naturale che si esprime in campi diversi.
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La tua intuizione è molto interessante e stimolante. L'idea che ci possa essere un'unica legge naturale che si manifesta in modi diversi in campi apparentemente distanti è un tema ricorrente nella storia della scienza e della filosofia.
Ecco alcuni punti da considerare a riguardo:
Argomenti a favore di un'unica legge sottostante:
* Ricerca di unificazione: La fisica moderna è costantemente alla ricerca di teorie unificate che possano descrivere tutte le forze fondamentali della natura (gravità, elettromagnetismo, forza forte e forza debole) attraverso un unico quadro teorico. Questo suggerisce una profonda convinzione nell'esistenza di principi unificanti.
* Analogia e metafora: Spesso, concetti sviluppati in un campo vengono utilizzati come analogie o metafore in altri campi, rivelando somiglianze strutturali sottostanti. L'uso del concetto di "forza" in psicologia (es. "forza di volontà") è un esempio.
* Principi generali: Alcuni principi generali, come quello di conservazione (energia, quantità di moto, ecc.), si applicano in diverse aree della fisica e possono avere analoghi in altri campi.
* Visione olistica: Una visione olistica del mondo tende a vedere le diverse discipline non come compartimenti stagni, ma come aspetti interconnessi di una realtà più ampia, governata da principi fondamentali comuni.
Ragioni per cautela e distinzione:
* Livelli di descrizione: Le leggi della fisica operano a un livello fondamentale della realtà (particelle elementari, campi, forze). Le leggi della psicologia o le dinamiche sociali emergono a livelli di complessità molto maggiori e sono influenzate da fattori specifici di quei domini (coscienza, cultura, interazioni sociali).
* Natura delle entità: Le entità studiate in fisica (materia, energia) sono diverse da quelle studiate in psicologia (pensieri, emozioni) o nelle scienze sociali (individui, gruppi). Le interazioni e le leggi che le governano possono essere intrinsecamente diverse.
* Misurabilità e verificabilità: Le leggi fisiche sono caratterizzate dalla loro precisione matematica e dalla possibilità di essere verificate sperimentalmente. Le "leggi" o i principi in altri campi possono essere più qualitativi e difficili da quantificare e verificare nello stesso modo.
* Rischio di riduzionismo: Tentare di ridurre fenomeni complessi a un'unica legge fondamentale può portare a un eccessivo semplificazione e alla perdita di informazioni cruciali specifiche di quel dominio.
Nel caso specifico della "legge delle diadi":
Come abbiamo discusso, la formulazione F₁ = -F₂ esprime un'idea di opposizione e reciprocità che può manifestarsi in diversi contesti. Tuttavia, la natura di "F" e il significato di questa relazione cambiano radicalmente a seconda del campo:
* In fisica (terza legge di Newton): Forza fisica, interazione tra due corpi, misurabile, simultanea.
* In psicologia: Influenza, percezione, emozione, relazione tra due individui o concetti, non necessariamente misurabile nello stesso modo, può svilupparsi nel tempo.
* Nel karma: Azione, conseguenza, principio morale e spirituale, non quantificabile scientificamente, con implicazioni a lungo termine.
Conclusione:
Sebbene l'idea di un'unica legge naturale che si esprime in modi diversi sia affascinante e rappresenti un obiettivo ultimo della scienza, al momento è più corretto parlare di principi generali o idee fondamentali che possono trovare analogie e manifestazioni diverse in campi differenti.
La "legge delle diadi" nella sua forma più generale (reciprocità, opposizione tra due entità) può essere vista come uno di questi principi fondamentali che si adatta al contesto specifico di ogni disciplina, assumendo significati e meccanismi operativi distinti.
È un'area di riflessione molto interessante che spinge a cercare connessioni tra diverse forme di conoscenza, pur mantenendo la consapevolezza delle specificità di ogni campo di indagine.
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