mercoledì 8 gennaio 2020

Le dipendenze


Sentivo che c'è allarme per un ritorno dell'eroina. Si pensava che questa sostanza ormai fosse desueta e che fosse stata sostituita dalla cocaina, una droga senza buchi e più adatta allo stile di vita moderno, cioè all'esaltazione senza distinzioni dell'ego e dell'attivismo frenetico. Ma, in realtà, è stato fatto notare che non è tanto in aumento l'uso dell'eroina quanto la dipendenza in generale. Ecco il punto.
       Pare che la società postmoderna sia intrisa di dipendenza, perché porta irresistibilmente a consumi patologici e a cercare sostegno in qualcosa o in qualcuno. La triste realtà è che le dipendenze sono tutte in aumento, senza distinzioni. Prendiamo per esempio il gioco d'azzardo, che nell'agenda mediatica ha soppiantato le “vecchie” sostanze stupefacenti.
       Aggiungerei anche la religione, veicolata senza soste dalla televisione di Stato e, ovviamente, la ricerca del leader, del "salvatore della patria". A Torino si è scoperto che le ostie venivano riempite di crack – insomma una doppia droga.
       La nostra società è "postmoderna" nel senso che ritorna all'antico. Pochi ricchi e sterminate plebi di miserabili. E dappertutto il bisogno di attaccarsi o a sostanze che stordiscono la mente o a figure carismatiche che facciano sognare un cambiamento.
       Allora, il problema è proprio questo: insegnare alle persone ad essere libere ed autonome, e a non dipendere sempre dagli altri, a non aspettarsi salvatori, a non cercare di istupidirsi per non vedere la realtà.
       La realtà, anche la più orribile, può essere guardata con occhio impavido e imparziale, senza inutili isterismi.


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