sabato 12 dicembre 2015

La consapevolezza del respiro

La consapevolezza del respiro è il metodo più usato per avviarsi allo stato meditativo.
Sappiamo infatti che la respirazione rispecchia tutti i nostri stati d’animo: se siamo tesi, arrabbiati, preoccupati, ansiosi o sereni, la respirazione segue ritmi diversi. Può essere contratta, breve, lunga, regolare, irregolare, profonda, superficiale, agitata, accelerata, forte, lieve, leggera, sottile e così via. In tal senso il respiro accompagna e rispecchia le varie modalità della vita stessa.
In stato meditativo, deve essere calmo, lento, pieno, profondo e sottile. Il suo stato avrà comunque un chiaro effetto su corpo e sulla mente, e viceversa.
Ma non si tratta di forzare il respiro; si tratta di permettergli di tornare alla sua condizione naturale.
Lo si può cogliere in vari punti del corpo: le narici, l’addome, la pancia, i polmoni, il diaframma, ecc. Ma si può anche non seguirlo in alcun punto preciso e percepirlo nella sua interezza.
Si possono contare i respiri, utilizzare un mantra bisillabo o impiegare parole come “dentro” o “fuori” in corrispondenza dell’inspirazione e dell’espirazione. È anche utile svolgere prima un esercizio fisico che acceleri il battito del cuore e la respirazione e poi fermarsi a seguire il progressivo acquietamento del respiro… fino a che quasi scompaia.
Quando alla fine non lo senti più, e sei pienamente nell’attimo presente, il respiro ha svolto la sua funzione e può essere abbandonato. Ora la mente è calma e gioiosa, e può essere utilizzata per andare oltre, per capire tante cose.


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