giovedì 5 marzo 2015

La meditazione ribelle

Gli uomini – e in particolare le donne – possono usare la meditazione come mezzo per affermare la propria individualità, spesso negata dalla famiglia, dalla religione, dalla società, dallo Stato e dalla stessa natura, che vogliono individui omologati e ubbidienti come tante pecore (ma poi le pecore vengono portate al macello).
La meditazione è ribellione. È rifiutare ruoli non scelti, ruoli convenzionali. È crearsi un proprio nucleo originale di libertà e di resistenza al conformismo generale.

Quando ci sentiamo ingabbiati e soffocati dai doveri e dalle maschere sociali o naturali che ci vengono imposte, la meditazione ci permette di trovare un nostro spazio autonomo, di liberarci dall’oppressione. In tal senso si cerca la liberazione.

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