sabato 3 agosto 2019

L'insoddisfazione cosmica


Se desideri qualcosa non puoi essere felice finché non l’avrai ottenuta. Ma poi, quando l’avrai ottenuta, sarai di nuovo infelice, perché l’appagamento ottenuto non può durare e sarà comunque inferiore a quello sognato. Quindi ti rimetterai a desiderare… qualcosa di più, qualcosa di meglio o qualcosa di diverso.
       Insomma il meccanismo cosmico è fondato sull’insoddisfazione. E non c’è nulla che possa renderti permanentemente soddisfatto. Se non altro perché tutto cambia, anche i tuoi stati.
Non si può placare la fame con un unico pasto. La placherai per un po’, ma poi ritornerà a farsi sentire.
D’altronde, un mondo senza fame, cioè divenire, sarebbe peggio del nulla. Tutto sarebbe immobile, eterno ma morto.
Dire però che non si può placare a lungo un desiderio è come dire che non si può non soffrire. Non c’è quindi modo di sfuggire a lungo alla sofferenza.
Non sappiamo che abbia creato questo meccanismo infernale. Ma certo non un Dio che sia solo amore, bontà e pace.
Dunque, per non incolpare nessuno, meglio pensare che il tutto nasca, come dicono i fisici, da una fluttuazione del vuoto. Allora si capiscono tante cose. Se invece crediamo che il mondo sia stato creato da un Dio buono, non si capisce più nulla – i conti non tornano.

I nostri preti devono sempre farci sentire in colpa, dei peccatori… per giustificare il mondo in cui viviamo. La colpa deve essere nostra. Hanno perfino inventato il mito del peccato originale per spiegare come mai, a fronte di un Creatore tanto buono, l’universo sia così feroce.
Tutto pur di nascondere che il vero colpevole è proprio la Fonte.
Il peccato originale è proprio il vizio originale della Causa prima.
Decidete voi se è il Dio in cui credete o qualcosa di molto più spietato.

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