lunedì 19 agosto 2019

L'inno della creazione


Fra tutti i testi antichi che descrivono la creazione, attribuendola a questo o a quel Dio, spicca per originalità e modernità l’inno del Rigveda (X,129), il documento letterario più antico dell’India e dei popoli indoeuropei, che sembra anticipare temi che solo la scienza odierna ha messo il luce. In particolare viene delineato un vuoto cosmico dove non c’è distinzione fra l’essere e il non-essere, dove tutto è oscurità. Tutto è “ondeggiamento indistinto”, cioè una specie di caos dal quale emerge, per “forza propria”, “mediante il potere del proprio calore” (tapas), l’Uno, in cui sorge il desiderio (kama) di generare.
L’Universo si crea da solo nel vuoto e dà origine a principi contrapposti (maschili e femminili). E solo in seguito nasceranno gli dèi.
Ma tutto ciò non viene presentato come una verità rivelata. L’inno termina con punti interrogativi – chi può veramente sapere come avvenne la creazione? Forse neppure Dio lo sa.
Quanto è differente questo inno dalle due genesi bibliche e da tutti i miti cosmogonici dove sono gli dèi a dare inizio al processo. No, prima c’era un grande vuoto. Solo i grandi saggi che riflettono nella propria interiorità riescono a intuire brandelli di verità.

Allora non vi era né l'esistente, né il non-esistente.
Non vi era aria, né il cielo che è al di sopra.
Che cosa si muoveva? Dove? Sotto la protezione di chi?
Che cos’era l'acqua, insondabile, profonda?

Allora non vi era né la morte né l'immortalità.
Non vi era segno della notte, né nel giorno.
Quell’Uno respirava, senza produrre vento, per propria forza.
Oltre ad esso non vi era nient'altro.

In principio vi era oscurità ricoperta da oscurità;
e tutto era ondeggiamento indistinto.
Ciò che era vuoto circondato da vuoto generò se stesso
come l’Uno,mediante il potere del proprio calore.

In principio il desiderio si fece strada in esso,
il che fu il primo seme della mente.
I saggi che cercavano nei loro cuori con riflessione
scoprirono il legame dell'esistente con il non-esistente.

Tesero trasversalmente la loro corda:
che cosa c'era sotto e che cosa c'era sopra?
C'erano fecondatori (maschili), c'erano potenze (femminili);
sotto lo stimolo, sopra l’appagamento.

Chi lo sa veramente? Chi può qui spiegare
da dove è stata prodotta, da dove venne la creazione?
Gli Dei apparvero successivamente alla creazione di questo universo:
chi sa allora da dove essa sia sorta?

Da dove questa creazione sia sorta,
se un Dio l’abbia fondata oppure no:
lui che la sorveglia nel più alto dei cieli,
lui solo lo sa, o forse neppure lui.


1 commento: