martedì 11 dicembre 2018

Le radici religiose della violenza


Il regista inglese Graham Vick sosteneva che nell'Antico Testamento sono contenuti i germi del fanatismo e della violenza. "Quello invocato da Mosè è un Dio di rabbia e di distruzione. È strano che arrivi il comandamento 'non uccidere' proprio da colui che ha ucciso tutti i primogeniti dell'Egitto e ha permesso di essere brandito come un'arma dal suo profeta. Bisogna sempre diffidare di chi si definisce 'il popolo di Dio', di chi dichiara guerra in suo nome. Credersi gli eletti del Signore è una forma bella e buona di razzismo. Un veleno per l'umanità".
       Ma nel passaggio dall'Antico al Nuovo Testamento le cose non cambiano sostanzialmente. Il Dio è sempre quello, semmai camuffato da Essere bonario. E si presenta sempre come un sanguinario Dio dei sacrifici e della violenza. Il povero Gesù si era illuso che il Padre fosse cambiato. Ed è finito come è finito.
       No, abbandoniamo questi Iddii che covano odio, gelosia, passione e vendetta nel loro animo. Liberiamoci delle loro religioni.

3 commenti:

  1. Grazie Signor Lamparelli per questi suoi preziosi non punti di vista. E a proposito di Gesù, come è in verità finita? Ció che sperimento mi porta a muovermi verso la verità, attraverso un processo di evoluzione adottando un approccio laico. "Nuove" verità vengono in superficie (Hassnain, Kersten Osho, per citarne alcuni). Qual'è il suo non punto di vista in merito? Grazie per l'eventuale sua risposta.

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    1. Gesù, come tutti sappiamo, è finito crocifisso. E nuove verità arrivano da tutte le parti per chi è disposto ad apprendere e non si fossilizza nelle tradizioni religiose.

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