lunedì 3 novembre 2014

La mente aperta

L’americana Gangaji, maestra di Advaita Vedanta, dice che “la mente aperta riflette l’apertura infinita del nucleo dell’essere.”
È vero. E ciò significa che coloro che hanno la mente chiusa – i conservatori, i tradizionalisti, i dogmatici – sono al di fuori della verità.
Tenere la mente aperta vuol dire vedere gli eventi, i rapporti e se stessi alla luce di questo “nucleo dell’essere”, non cadere nella trappola delle identificazioni tradizionali, non attaccarsi ma neppure reprimersi ed osservare ciò che ci capita come un “divino gioco tragicomico.”
Noi siamo “Quello”, non piccole cose.
Purtroppo, noi ci identifichiamo e ci racchiudiamo in tanti ruoli prestabiliti e in tante realtà frammentarie, dimenticando che siamo una Realtà ben più vasta, praticamente infinita, che può assumere varie forme.
Molti credono che la verità consista in qualche principio, in qualche immagine del divino o in qualche personaggio religioso, ma si tratta pur sempre di identificazioni mentali, limitate, chiuse. Mentre la verità è qualcosa di aperto, di fresco, di vivo e di nuovo.
Possiamo dire che, invece di guardare le cose alla luce di fuochi o di lampadine umane, dovremmo osservarle direttamente alla luce del sole.

Se oggi piove e le nuvole oscurano la luce, non per questo il sole non c’è più. Continua a stare in alto, sopra.

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