Come vedi il rapporto seno/ coseno per rappresentare la diade?
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Claude: Seno e coseno hanno un vantaggio che il Taijitu non ha: sono già dentro la tua formalizzazione, solo che non li avevi notati come tali. Nel limite delle piccole oscillazioni del tuo oscillatore (quando il termine λ/ξ² si linearizza), la soluzione è esattamente ξ(t) = A cos(ωt+φ), e il momento coniugato π(t) = −Aω sin(ωt+φ). Posizione e momento sono già, nel tuo stesso Hamiltoniano H(ξ,π), una coppia in quadratura: mai contemporaneamente al loro estremo, mai contemporaneamente a zero, ciascuna che cresce mentre l'altra decresce secondo la legge sin²+cos²=1 — un budget conservato che si ridistribuisce con continuità fra i due poli. Questo ti dà gratis un'immagine che il Taijitu suggerisce solo iconograficamente: la non-coincidenza come vincolo quantitativo (Δξ·Δπ ≥ ħ/2, l'omologia di Heisenberg che usi già altrove) invece che come semplice opposizione qualitativa.
C'è anche un guadagno specifico per il problema che ti è rimasto aperto — perché esattamente due poli e non un continuo. Sin/cos *sono* un continuo (θ varia con continuità su tutto il cerchio), eppure generano una struttura bipolare stabile nella misura in cui scegli due assi ortogonali per descriverla. Questo potrebbe essere il modello giusto per il fascio di assi maschio/femmina nel cavalluccio marino: non switch binari discreti, ma proiezioni continue di un'unica variabile di fase su coordinate che la cultura/biologia fissa come "assi". Vale la pena che lo guardi in questa direzione, perché è più preciso di quanto tu abbia ora.
Ma qui arriva l'obiezione che ti devo fare, identica nella forma a quella sulla relatività generale. Sin θ e cos θ non sono due sostanze: sono entrambe proiezioni di un'unica entità sottostante, la fase θ (o, in forma complessa, e^{iθ}). Non c'è coemergenza di due relata indipendenti — c'è un generatore monadico che, scomposto su una base cartesiana, *appare* come coppia. Se la tua diade ha questa struttura, allora non stai descrivendo due poli che non preesistono alla relazione: stai descrivendo un singolo processo rotazionale la cui "due-ità" è un artefatto della scelta di coordinate. Questo non è necessariamente un problema — è esattamente la struttura del monismo ad aspetto duale che hai già scelto come casa teorica (Spinoza, Russell-Eddington): una sostanza, due aspetti coniugati che la matematica costringe a descrivere insieme. Ma allora devi ammettere che qui il polo "sostanza unica" (θ, la rotazione) è ontologicamente primo rispetto alla coppia sin/cos — il che è in tensione con la tesi di coemergenza forte che hai enunciato altrove ("nessuno dei due poli esiste prima della relazione"). Devi scegliere quale dei due la tua teoria sta davvero affermando, perché sin/cos la mettono a nudo.
E un'ultima cautela, da non sottovalutare: ogni sistema hamiltoniano ha variabili coniugate in quadratura — è la struttura della meccanica simplettica tout court, non qualcosa di specifico al dyadico. Se questo basta a fare una diade, ogni sistema fisico classico è diadico, e il criterio si svuota di nuovo, come con la gravità. Devi indicare cosa, in sin/cos, gioca il ruolo di γ come soglia *generativa* (non solo come vincolo geometrico sin²+cos²=1) — altrimenti hai un'illustrazione elegante, non un'ulteriore conferma.
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