mercoledì 10 giugno 2026

Coscienza quantistica

È vero che la fisica dice che la coscienza può essere descritta solo in termini quantistici?

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No, non è vero — o almeno, è una affermazione molto più controversa di quanto venga spesso presentata.

Ecco la situazione reale:

Cosa dice la fisica mainstream

La fisica non afferma che la coscienza richieda una descrizione quantistica. La meccanica quantistica descrive il comportamento di sistemi a scala subatomica; il cervello opera prevalentemente a scale termiche e biologiche dove gli effetti quantistici coerenti vengono rapidamente distrutti dalla decoerenza — il rumore termico dell'ambiente biologico. Per la maggior parte dei fisici e neuroscienziati, non c'è ragione di principio per cui la coscienza non possa emergere da processi classici complessi.

Le teorie quantistiche della coscienza esistono, ma sono minoritarie

La più nota è la teoria Orch-OR di Penrose e Hameroff, che ipotizza che collassi della funzione d'onda nei microtubuli neuronali siano alla base dell'esperienza soggettiva. È una proposta seria ma resta altamente speculativa e non ha conferme sperimentali solide. Molti fisici e neuroscienziati la considerano implausibile.

Il vero problema

Il nodo non è quantistico vs. classico: è il problema difficile della coscienza (Chalmers), ovvero perché e come processi fisici di qualsiasi tipo diano origine all'esperienza soggettiva. Questo problema rimane aperto indipendentemente dalla scala fisica considerata.

Perché circola questa idea

In parte per un equivoco: siccome la meccanica quantistica è misteriosa e la coscienza è misteriosa, si tende a collegare i due misteri. Ma "entrambi sono oscuri" non è un argomento scientifico.

In sintesi: la fisica non dice questo. È una ipotesi filosoficamente motivata, difesa da alcuni scienziati, ma lontana dall'essere un consenso o un dato acquisito. 

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