sabato 6 giugno 2026

Limite computazionale della biologia

 Qual è il limite computazionale della biologia? Secondo alcuni tecnologi, il cervello umano è in grado di eseguire 1016 calcoli al secondo: se l’AI dovesse mai raggiungere quella soglia ci troveremmo di fronte a una singolarità.

C’è un però. Un nuovo articolo, scritto dal fisico teorico Philip Turian, sostiene che sopravvalutare le potenzialità dell’intelligenza artificiale rischia di sottovalutare - di contro - le reali capacità del cervello biologico.

Le potenzialità del cervello umano

Nei suoi calcoli, Kurian include un’idea controversa, secondo cui i processi quantistici all’interno di un sistema biologico, se presi insieme, sono in grado di superare di gran lunga la potenza di calcolo anche del computer quantistico più avanzato. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Advances ed espande la recente scoperta di filamenti di citoscheletro che esibiscono caratteristiche ottiche quantistiche e ricalcola la capacità computazionale della vita basata sul carbonio sulla terra.

In un comunicato stampa, Kurian ha dichiarato: «Questo lavoro unisce i punti tra i grandi pilastri della fisica del ventesimo secolo: la termodinamica, la relatività e la meccanica quantistica. Non solo: la ricerca prova a studiare la fattibilità e le implicazioni dell’elaborazione delle informazioni quantistiche nel cosiddetto wetware» - laddove per wetware intenderemmo materiale organico nel corpo umano che somiglia all’hardware all’interno di un computer. Secondo Kurian, sia i fisici che i cosmologi dovrebbero lottare con queste scoperte, soprattutto perché considerano le origini della vita sulla terra, evolvendosi d’accordo con il campo elettromagnetico.

Immagine tecnologica
Immagine tecnologica© Andriy Onufriyenko - Getty Images

Cervello e processi quantistici

Biologia e meccanica quantistica solitamente non si mescolano: eppure c’è chi sostiene che i processi quantistici potrebbero effettivamente verificarsi nel cervello. In alcune ipotesi, potrebbero addirittura essere responsabili della coscienza stessa. L'articolo di Kurian si concentra sull'amminoacido triptofano, che si trova in molte proteine e può formare grandi reti all'interno di strutture come microtubuli, fibrille amiloidi, ciglia e neuroni.

Generalmente, i segnali biochimici coinvolgono i neuroni che si muovono attraverso le cellule. In senso quantistico, però, il triptofano potrebbe agire come la fibra ottica quantistica e sarebbe in grado di eseguire operazioni in soli picosecondi, consentendo così alle cellule di operare un miliardo di volte più velocemente della sola elaborazione chimica.

Una scoperta rivoluzionaria

Siamo di fronte a un’ottima notizia, sia per il mondo dell’informatica quantistica che per il mondo dell’intelligenza artificiale. Nel comunicato stampa, Kurian prosegue nella descrizione di questa scoperta così avanguardistica: «Nell’era delle intelligenze artificiali e dei computer quantistici, le leggi fisiche limitano tutti i loro comportamenti».

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Ovviamente, così come molte teorie quantistiche sull’elaborazione delle informazioni e sulla coscienza presentate in passato, le idee di Kurian hanno sicuramente bisogno di test rigorosi prima di sconvolgere completamente la nostra comprensione del calcolo biologico. Tuttavia, ciò che sembrava inconcepibile decenni fa (incrociare il mondo quantistico con quello biologico) è diventato improvvisamente più semplice. Esattamente come ciò che stiamo imparando dal mondo biologico subatomico.

Tradotto da Popular Mechanics



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