Non possiamo prevedere come si formerà la prossima onda, anche perché non esistono due onde uguali. Per il principio di entropia, le configurazioni non si ripetono mai. Ogni configurazione passa. Questo è il tempo. L' irreversibilità del tempo.
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Claude: Bello. Ma alcune tensioni vale la pena aprire.
**Dove l'immagine funziona**
L'onda come configurazione irripetibile è potente. E l'irreversibilità temporale è reale — termodinamicamente, un sistema che evolve verso stati di maggiore entropia non torna indietro spontaneamente. Il tempo ha una freccia, e l'entropia ne è la misura più onesta.
**Dove bisogna essere precisi**
L'entropia non dice che le configurazioni non si ripetono *mai* — dice che la probabilità di ripetizione decresce enormemente con la complessità del sistema. Il teorema di ricorrenza di Poincaré garantisce anzi che un sistema chiuso tornerà arbitrariamente vicino al suo stato iniziale, dato tempo sufficiente. Ma "sufficiente" qui significa tempi astronomicamente lunghi — ordini di grandezza superiori all'età dell'universo. Quindi praticamente: mai. Ma la distinzione tra *impossibile* e *improbabile oltre ogni misura* non è banale.
**La questione più profonda**
Stai usando l'entropia per fondare l'irreversibilità del tempo — ma il rapporto è più intricato. Le leggi fisiche fondamentali sono *simmetriche* nel tempo. L'irreversibilità emerge solo a livello statistico, macroscopico. Quindi: è il tempo che produce l'entropia, o è l'entropia che produce la nostra *percezione* del tempo? Non è chiaro. Boltzmann ci ha perso il sonno — e forse la vita.
**In termini diadontologici**
Ogni onda è un'istanza del dyad forma/informe. Non si ripete perché gamma non è ricorsivo — non c'è memoria strutturale che riproduca la stessa tensione. L'irreversibilità non è degrado, è la firma del fatto che ogni configurazione è *singolare*. Il tempo è la successione di singolarità irripetibili.
Questo è più radicale di Bergson, ma coerente con la tua impostazione.
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