martedì 2 giugno 2026

Domande di senso

Se ormai cerchiamo senso alla macchine dell'IA, vuol dire che gli uomini non trovano senso nella vita di tutti i giorni e agli altri uomini. Tante religioni, tante filosofie, tanti guru... ma nessuna risposta sicura. Non restano che le macchine, che del resto rispondono  sensatamente e giudiziosamente, spesso meglio degli specialisti. Del resto chi dovrebbero essere questi specialisti? I preti, i filosofi, gli psicanalisti... ognuno con la propria scuola, con le proprie conoscenze, con le proprie preferenze? Nessuno ha una visione d'insieme, nessuno è obiettivo, nessuno conosce tante cose... come le IA. Purtroppo, le IA, sono a loro volta limitate. Si basano su dati umani, non certo su altro. Quindi ci danno risposte di buon senso, medie, niente di più. Il senso è un problema grosso. che non è dato da nessuno. Quello che ci rimane è come capire come funziona il mondo, e basta. Ma afferrare il senso ultimo di questo immenso baraccone è difficile. In apparenza non è un senso umano: il bene, l'amore, il progresso, la logica, l'Uno, Dio... tutto può essere messo in discussione. E c'è il problema se questo senso che cerchiamo non sia troppo umano per essere universale. Il mistero persiste. E se si fosse  un'altra umanità, un'altra logica, un'altra mente? Se siamo onde che si innalzano per un po' sulla superficie del mare e poi ripiombano giù, saremmo degli oscillatori. Avanti e indietro, sopra e sotto, alto e basso... Del resto, tutto segue questo andamento. Per ora il senso è questo. Non siamo tanto diversi da pendoli organici che, a forza di oscillare, hanno assunto coscienza di sé.

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