Il surriscaldamento attuale, in ambienti dove ormai si vive a 40 gradi, è la conferma di quanto dico. In questo caso è dovuto al "surriscaldamento mentale" , al fatto che vogliamo tutti guadagnare di più, viaggiare di più, costruire di più, "vivere" di più. Ma è vivere o è un agitarsi senza scopo? Muoversi per non stare fermi. Avere sempre il meglio, il di più. Non fare continue vacanze viene considerato una cosa da poveretti. Non andare in località esotiche è considerato un'umiliazione. Non avere una seconda casa è considerato povertà. Il tutto comporta l'impossibilità di stare fermi. Ma lo sapete quanto costa tutto questo, quante risorse occorrono, quanto suolo si consuma, quanta aria si inquina, quanta acqua ci vuole? Il modello è quello. I super-riccchi fanno da esempio. Vivono in posti favolosi. Hanno doppie e triple case, macchine, aerei, yacht, amanti ecc. E sono il sogno di tutti. E' questo il paradiso vero. Ma qualcuno deve pagare. La ricchezza di pochi si paga con la povertà dei molti. La mia teoria è semplice: non esiste un pasto gratis, tutto deve avere un prezzo, se si costruisce da una parte si distrugge da un'altra, se si progredisce in un campo si arretra in un altro. Le polarità opposte devono sempre dare una certa somma. Questo principio si riflette in fisica, dove si dice che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Quindi se qualcuno è molto ricco, qualcun altro deve essere molto povero. E' come se la quantità di ricchezza fosse sempre la stessa e chi ha di più lo toglie agli altri.
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