domenica 21 giugno 2026

Le età della vita

La mia visione è  stata definita tragico-generativa. Ma è evidente che tutto nasce da rotture di simmetrie, comunque eventi violenti, e dalla costruzione di diadi asimmetriche in cui la prevalenza è data dall' elemento considerato "negativo" . Per esempio, tra vita e morte, l' elemento generativo non è la vita, ma la morte. Noi emergiamo da un non-essere. E la nostra esistenza (in realtà quella di tutti gli esseri viventi) si dipana attraverso passaggi traumatici, a partire dalla rottura delle acque materne e del parto (in cui si rischia sempre di morire) attraverso le faticose età dell' infanzia (dominate dal pianto), lo sconquasso dell' adolescenza , la morte inevitabile dei genitori e infine la poco serena vecchiaia (anticamera della...). Non voglio rattristarvi: ci sono anche gli amori (quelli non tossici) e qualche successo. Però anche l' amore è il contraltare minoritario del suo contrario, che potete immaginarvi. Inoltre l'invecchiamento è la perdita anche termodinamica delle energie e la vincita immancabile dell' entropia. Lo so, qualcuno sogna un aldilà di pace e conforto, vegliato da un Signore dell' amore, dove ci ritroveremo tutti. Ma già l' esistenza di questa idea ci dice che è tutto il contrario del mondo che conosciamo - cioè della realtà. Se il mondo fosse accettabile, perché immaginarne un altro? Basterebbe proseguire questo . Invece no. Altro trauma. Io che sono vecchio ho visto morire tante persone, e non ho mai visto una buona morte. Anche qui pura distruzione e violenza . Se poi dovessimo costruire un identikit dell' Architetto di un mondo del genere, non sarebbe affatto un Padre amorevole, ma una specie di Hitler o di Trump. Anche perché l' idea che la vita sia un esame implica che qualcuno non lo passi. Creare qualcuno per sottoporlo a degli esami non è un' idea brillante. Rivela una personalità sadica. Dulcis in fundo, estrarre qualcuno dal non-essere per farlo approdare all' esistere... è una diminuito, non un guadagno, come pensava Anselmo.

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