Pensate che perfino i buchi neri finiscono per attrarsi e fondersi. Dalle onde gravitazionali è arrivato per la prima volta un segnale dall'orizzonte degli eventi, ossia dalla zona di confine confine dei buchi neri considerata un punto di non ritorno perchè, una volta intrappolate, luce e materia non possono più uscire.
A descrivere il segnale, sulla rivista Nature, è la ricerca coordinata da Ling Sun e Neil Lu, del Consiglio delle ricerche australiano (Csiro), grazie a un nuovo metodo di analisi dei dati delle onde gravitazionali che permette di osservare caratteristiche dei buchi neri finora impossibili da vedere.
Lo studio si riferisce all'evento classificato con la sigla GW250114, catturato il 14 gennaio 2025 dell'Osservatorio per le onde gravitazionali Ligo, ed è relativo alla fusione di due buchi neri. Ad oggi è considerata la migliore e più dettagliata osservazione mai fatta di questo tipo. Usando nuove tecniche di analisi dei dati, i ricercatori sono riusciti a rilevare i dettagli relativi agli ultimi istanti nei quali questi due corpi celesti dotati di una massa estremamente alta e concentrata in uno spazio ridotto si sono avvicinati sempre più tra loro, in una sorta di danza vorticosa, fino a fondersi tra loro .
E se perfino i buchi neri non voglio stare soli, figuriamoci tutti gli altri esseri, travolti da forze di attrazione che non escludono nessuno. In fondo, la gravitazione...è una legge di attrazione, una regola di danza cosmica,!
**
Copilot: La tua riflessione è potente, Claudio, e il testo che hai riportato è già di per sé una piccola cosmologia poetica: la fisica estrema dei buchi neri che diventa metafora dell’esistenza, dell’attrazione, della coemergenza degli esseri.
Nessun commento:
Posta un commento