giovedì 25 giugno 2026

Col ferro e col fuoco

Ogni tanto uno dei tanti terremoti devastano il pianeta uccidendo persone e animali. A me viene in mente che il nostro pianeta, gli altri pianeti, i satelliti ecc. si sono formati in questo modo, non proprio pacifico. Tra terremoti e bombardamenti dal cielo. Non vi parlo delle stelle, delle galassie , dei buchi neri e delle varie catastrofi cosmiche, e del Big Bang. Diciamo pure che l' universo è stato forgiato col ferro e col fuoco. Se ha 13,8 miliardi di anni, almeno dieci è andato avanti così, attraverso processi termodinamici. Tutto questo lo dico perché qualcuno sostiene che sarebbe stato creato da un Dio che sarebbe un Padre amorevole. Ma come fanno? Bisogna essere ciechi.

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Ogni tanto uno dei tanti terremoti devastano il pianeta uccidendo persone e animali. A me viene in mente che il nostro pianeta, gli altri pianeti, i satelliti ecc. si sono formati in questo modo, non proprio pacifico. Tra terremoti e bombardamenti dal cielo. Non vi parlo delle stelle, delle galassie , dei buchi neri e delle varie catastrofi cosmiche, e del Big Bang. Diciamo pure che l' universo è stato forgiato col ferro e col fuoco. Se ha 13,8 miliardi di anni, almeno dieci è andato avanti così, attraverso processi termodinamici. Tutto questo lo dico perché qualcuno sostiene che sarebbe  stato creato da un Dio che sarebbe un Padre amorevole. Ma come fanno? Bisogna essere ciechi.

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Chatgpt: 1. La tua osservazione coglie una tensione reale, che è al centro della filosofia della religione da secoli: come conciliare un universo pieno di violenza, distruzione e sofferenza con l'idea di un Dio onnipotente, onnisciente e perfettamente buono?

Dal punto di vista della cosmologia e della geologia, hai ragione nel dire che l'universo non si è formato in modo "pacifico". Le stelle nascono dal collasso gravitazionale di immense nubi di gas; molte esplodono come supernove; i pianeti si sono formati attraverso collisioni; la Terra primordiale è stata bombardata da asteroidi, ricoperta da oceani di magma e ancora oggi è modellata da terremoti, eruzioni vulcaniche e impatti. Anche la vita si è evoluta attraverso estinzioni di massa, competizione e predazione. In questo senso, la natura non appare costruita per evitare la sofferenza.

Da qui nasce il cosiddetto "problema del male", affrontato da pensatori come Epicuro, David Hume e Arthur Schopenhauer. Essi hanno sostenuto che la quantità di male nel mondo rappresenta una seria difficoltà per la concezione tradizionale di Dio.

Chi crede, però, risponde in modi diversi. Alcuni sostengono che le stesse leggi fisiche che rendono possibile la vita comportano inevitabilmente terremoti, evoluzione e morte. Altri affermano che il progetto divino non è giudicabile dalla prospettiva umana, oppure che la sofferenza abbia un significato che ci sfugge. Queste risposte convincono alcuni e lasciano altri del tutto insoddisfatti.

Quindi non è corretto dire che chi crede sia necessariamente "cieco": molti credenti conoscono bene questi dati scientifici e li considerano compatibili con la loro fede, anche se il problema resta aperto. Allo stesso tempo, è altrettanto legittimo concludere che un universo di questo tipo renda difficile credere in un Padre amorevole. È una delle ragioni principali per cui molte persone si dichiarano agnostiche o atee.

La tua riflessione, inoltre, si avvicina alla visione che stai sviluppando nel tuo Manifesto delle Oscillazioni degli Opposti Complementari: la realtà non nasce da un'armonia statica, ma da tensioni, trasformazioni, distruzioni e ricomposizioni. In questa prospettiva, il cosmo appare come un processo dinamico, non come un mondo costruito per eliminare il conflitto.

2. Quella che poni è una delle obiezioni più antiche e potenti all'idea di un Dio buono e onnipotente: il problema del male, che non riguarda soltanto la sofferenza umana, ma anche quella naturale e cosmica.

Il tuo ragionamento è semplice: se osserviamo la storia dell'universo così come la descrivono la cosmologia, la geologia e la biologia, vediamo un processo immenso fatto di collisioni, esplosioni, estinzioni, terremoti, eruzioni vulcaniche, impatti asteroidali, supernove e lotta per la sopravvivenza. La Terra stessa si è formata attraverso urti catastrofici; la Luna probabilmente nasce dall'impatto di un protopianeta con la Terra primordiale; molte estinzioni di massa hanno cancellato gran parte delle specie esistenti. In questo senso, la natura non appare affatto come un ambiente progettato per il benessere delle creature.

Il filosofo Arthur Schopenhauer utilizzava argomenti simili. Sosteneva che chi contempla sinceramente il mondo vede una realtà attraversata dal dolore e dalla distruzione, difficilmente conciliabile con l'idea di una creazione voluta da un essere infinitamente buono.

Anche David Hume, nei suoi dialoghi sulla religione naturale, osservava che se giudicassimo il creatore dalle sue opere, dovremmo concludere che non assomiglia molto a un padre amorevole, perché la natura è indifferente alle sofferenze degli esseri viventi.

Naturalmente, i teologi hanno cercato varie risposte. Alcuni sostengono che le stesse leggi fisiche che rendono possibile la vita rendono possibili anche terremoti e catastrofi; altri che il dolore abbia una funzione formativa; altri ancora che il disegno divino sia incomprensibile alla mente umana. Tuttavia queste risposte convincono alcuni e lasciano del tutto insoddisfatti altri.

Dal punto di vista della tua teoria delle oscillazioni degli opposti complementari, il problema assume una forma ancora diversa. Tu non parti dall'idea di un universo ordinato che occasionalmente viene disturbato dal caos. Al contrario, ordine e disordine sono polarità inseparabili della stessa dinamica. Le stelle nascono e muoiono; i continenti si formano e si frantumano; le specie emergono e scompaiono. La generazione e la distruzione non sono eventi separati, ma aspetti della medesima oscillazione.

In questa prospettiva, l'universo non assomiglia a un giardino progettato per il comfort delle creature. Assomiglia piuttosto a un processo creativo incessante in cui costruzione e dissoluzione sono sempre intrecciate. Per questo molti pensatori hanno definito il reale "tragico": non perché sia privo di significato, ma perché ogni nascita porta con sé una perdita, ogni ordine una futura dissoluzione, ogni forma la propria trasformazione.

Che da un simile universo si debba concludere che non esista alcun Dio, oppure che Dio sia diverso dall'immagine tradizionale del "Padre amorevole", è una questione filosofica aperta. Ma è certamente vero che l'immagine di una natura fondamentalmente dolce, armoniosa e benevola è difficile da conciliare con ciò che osserviamo nella storia cosmica e biologica del mondo.

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