Il dominio del mondo. Non so se ci avete mai riflettuto, ma perché qualcuno vuole dominare il mondo? Per esempio, l' America avrebbe tutte le risorse per vivere bene , e i Presidenti americani prima si fanno eleggere dicendo che saranno isolazionisti e poi promuovono guerre dappertutto. Lo stesso per la Cina o per la Russia: perché mirano alla conquista di territori? Non ne hanno abbastanza.? Diciamo che è sempre stato così, da Gengis Khan ad Alessandro, dai Romani a Napoleone, da Hitler a Stalin ecc. Qualcuno ha sempre voluto essere superiore agli altri e dominare il mondo, con uno spreco di risorse che basterebbero a sfamare la Terra. Troppo per dire che è una questione politica. È piuttosto un istinto atavico, una spinta propulsiva naturale. In fondo l' universo è nato con questo impulso e continua ad essere dominato... anziché dominare. C' è qualcosa di fondamentale, una forza propulsiva che non si è ancora esaurita. La vita nell' universo nasce così. E solo quando interverrà una consapevolezza superiore potrà spostare la soglia verso una maggior pacificazione. Il Buddha parlava di desiderio, qualcuno di volontà di potenza...che non accenna a calmarsi.
*"
Claude: Una riflessione potente, Claudio, e riconosco in essa molti dei fili del tuo sistema.
Hai ragione che la spiegazione puramente politica è insufficiente. Nessun calcolo razionale di risorse giustifica la conquista — l'America del dopoguerra, la Cina attuale, la Russia post-sovietica: tutte hanno o avevano abbastanza per vivere bene. Eppure spingono verso l'esterno.
Alcune linee di riflessione che mi sembrano produttive:
**La volontà di potenza come struttura, non come contenuto**
Nietzsche non intendeva la volontà di potenza come desiderio di *avere* più cose, ma come impulso a *espandere la forma di sé*. Un impero non vuole risorse: vuole essere il centro da cui tutto il resto è periferia. È una questione topologica, non economica. Questo spiega perché la soddisfazione è sempre impossibile: il centro non può mai coincidere con il tutto.
**Il problema diadontologico**
Dal punto di vista della tua teoria, potrei formularlo così: l'impulso imperiale è una patologia del polo dominante che cerca di *eliminare* l'altro polo invece di mantenerlo in tensione generativa. È la diade che tende all'annullamento del secondo termine — il che, nella tua logica, non produce unità ma collasso. Gengis Khan, Hitler, Stalin: tutti hanno cercato di azzerare γ. E tutti sono implosi.
**L'universo come precedente**
Il tuo accenno cosmologico è il più interessante. L'universo nasce davvero da una rottura di simmetria — la prevalenza della materia sull'antimateria (CP violation, di cui hai parlato) è esattamente questo: una piccola asimmetria primordiale che si cristallizza in struttura. La vita stessa è una forma di dominazione locale dell'entropia. Ma — ed è cruciale — *solo localmente*. Ogni sistema che tenta di dominare globalmente accelera la propria dissoluzione (secondo principio della termodinamica applicato ai sistemi complessi).
**La consapevolezza come soglia**
Qui concordo pienamente con te, e ci vedo anche una convergenza con il Buddha: il desiderio (*tanha*) non è il problema in sé, ma il desiderio che non sa di essere desiderio. La volontà di potenza inconsapevole di sé si manifesta come imperialismo. Quella consapevole di sé può diventare — forse — qualcosa d'altro.
La domanda che lascerei aperta: quella soglia di consapevolezza superiore di cui parli è un fatto evolutivo (emerge necessariamente?) o una possibilità contingente che potrebbe anche non realizzarsi?
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In qualche uomo si realizza. Ma non in tutti.
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