Non so se conoscete la storia di Old Tjikko, un piccolo abete rosso che cresce sul massiccio del Fulufjället, in Svezia, considerato uno degli organismi viventi più antichi del pianeta.
La sua straordinaria longevità non dipende dal tronco, che ha solo qualche secolo di vita, ma dal suo apparato radicale, datato a circa 9.560 anni. Quando il tronco muore per il vento, la neve o la vecchiaia, dalle stesse radici nasce un nuovo fusto. L'organismo, quindi, continua a vivere rigenerandosi senza interrompere la propria esistenza.
Scoperto nel 2004 dal geografo svedese Leif Torsten Kullman, Old Tjikko prende il nome dal suo cane. Durante la sua lunga storia, probabilmente è rimasto per millenni un semplice arbusto, assumendo l'aspetto attuale solo con il progressivo riscaldamento del clima.
Può essere confrontato con Pando, un immenso organismo clonale vivente nello Utah, formato da migliaia di pioppi collegati da un'unica rete di radici, anch'esso antichissimo. Entrambi dimostrano che la longevità non deriva dalla durata dei singoli tronchi, ma dalla capacità dell'intero organismo di rigenerarsi continuamente.
La vera lezione di Old Tjikko non riguarda soltanto la sua età, ma il fatto che la sopravvivenza nasce dall'adattamento e dal continuo rinnovamento, più che dalla forza o dalle grandi dimensioni.
Una storia che piacerebbe al Taoismo, dove chi sopravvive alla tempesta non è il grande e rigido albero, ma l' umile giunco che sa piegarsi.

Nessun commento:
Posta un commento