Questo mio post si intitola "religione e meditazione" non a caso, ma perché ho sempre riconosciuto l'importanza dell'elemento religioso... più nel male che nel bene. In effetti, tutti i politici oggi parlano di religione o vogliono farsi passare per religiosi, ma in effetti sono quasi tutti dei gran figli di p. che ricorrono a questo argomento per farsi propaganda. Trump fa le riunioni religiose con gli evangelici cristiani, Putin si mostra nelle nelle chiese ortodosse, Netanyau si appoggia agli ebrei più fanatici, la Meloni si presenta come "donna cristiana"... tutti individui per cui la religione è uno strumento di potere, e che non hanno nessun animo religioso. Di questo ritorno delle religioni potevamo benissimo farne a meno. Non è il ritorno di una religiosità interiore, ma il ritorno della politica che sfrutta per i suoi fini la credulità popolare. Un brutto segno. E' il ritorno del vecchio Dio inteso come Potere di comandare qui sulla Terra. In passato, tutti gli imperatori facevano credere di essere stati scelti e guidati da Dio. Prima ancora del cristianesimo e della farsa di Costantino, anche i faraoni o gli imperatori romani facevano spargere la voce di avere un'origine divina. E a lungo i Papi e gli Imperatori si contesero una presunta investitura divina. Diciamolo chiaramente: qui Dio non c'entra niente. C'entra il potere sugli uomini.
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Chatgpt: Ecco una versione più scorrevole e compatta del tuo testo, mantenendo il tono critico e l'argomentazione.
Religione e meditazione
Questo mio post si intitola "Religione e meditazione" non a caso, ma perché ho sempre riconosciuto l'importanza dell'elemento religioso. Più nel male che nel bene.
Oggi quasi tutti i leader politici parlano di religione o cercano di presentarsi come uomini e donne di fede. Ma, nella maggior parte dei casi, la religione appare come uno strumento di propaganda e di legittimazione del potere, non come espressione di una ricerca spirituale.
Donald Trump organizza incontri con gli evangelici; Vladimir Putin si mostra nelle chiese ortodosse; Benjamin Netanyahu si appoggia ai settori più religiosi e nazionalisti dell'ebraismo; Giorgia Meloni richiama spesso la propria identità cristiana. Al di là delle convinzioni personali di ciascuno, ciò che colpisce è l'uso pubblico della religione come fattore di consenso politico.
Di questo ritorno della religione sulla scena politica avremmo potuto fare a meno. Non è il ritorno di una religiosità interiore, ma della politica che sfrutta il linguaggio religioso per rafforzare la propria autorità. È un segnale che merita attenzione.
Riemerge così l'antica idea di un Dio utilizzato come fonte di legittimazione del potere terreno. Nella storia è accaduto molte volte: i faraoni rivendicavano un'origine divina; gli imperatori romani si fecero venerare come figure sacre; dopo la conversione di Costantino I, il cristianesimo divenne anche uno strumento di organizzazione del potere imperiale. Per secoli, papi e imperatori si contesero il diritto di governare in nome di Dio.
Diciamolo chiaramente: qui Dio c'entra ben poco. Al centro della questione non c'è la spiritualità, ma il potere sugli uomini.
Se lo desideri, posso anche renderlo più incisivo e filosofico, con un taglio più vicino a un saggio che a un post.
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