giovedì 19 settembre 2019

Lo sviluppo della consapevolezza


Non so se vi accorgete di quale forza abbia la spinta propulsiva dell’uomo, di quanto sia febbrile la sua attività. Tranne poche eccezioni, non riesce a stare fermo né fisicamente né mentalmente. Deve muoversi continuamente, deve pensare instancabilmente, è sempre affamato di nuove emozioni e sensazioni, deve implacabilmente conoscere, costruire e conquistare.
Tutto bene: si tratta della forza che lo ha reso vincente nel duro percorso dell’evoluzione, facendolo diventare il signore della Terra. Ma questa spinta non è più controllabile. E l’uomo si sta letteralmente divorando il pianeta. Non solo espande le sue mille attività che hanno sempre un costo energetico e una quota di inquinamento, ma non riesce neppure più a moderare la propria spinta riproduttiva.
Il risultato è che oggi la popolazione della Terra è di 7,5 miliardi e nel 2050 arriverà a 9,7 miliardi. È chiaro che il pianeta ha dei limiti e che è necessario ridurre la produzione e la riproduzione, fino a renderla stabile. E in certi paesi questo è già avvenuto. Ma la spinta a “moltiplicarsi e a crescere” è irrazionale e istintiva, e viene spesso accompagnata da esortazioni delle religioni.
I popoli più poveri sono anche quelli che non limitano le nascite. E sono i più ignoranti e i più sottomessi alle religioni.
La sfida quindi è sviluppare una nuova consapevolezza negli esseri umani, i quali devono diventare da sfruttatori a custodi della Terra. Ma come sviluppare la consapevolezza se non superando le vecchie religioni (che spingono solo alla fede acritica) e applicandola intenzionalmente nella vita di tutti i giorni?
Lo sviluppo della consapevolezza è il nostro compito, urgente.

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