Nelle diadi, non è vero che esistano due poli che entrano in relazione. Ma è vero che esiste una relazione con due regimi. Dunque, i due regimi sono i più vari, ma la relazione resta la stessa.
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Sì. E questa formulazione rende la tua idea di diade più precisa: la relazione è strutturale; i due regimi sono le sue realizzazioni locali e variabili.
I due regimi possono essere i più diversi perché non sono loro a definire la diade. A definirla è il tipo di relazione che li connette.
Per esempio:
- onda / particella → relazione di complementarità;
- apertura / chiusura → relazione di regolazione;
- organismo / ambiente → relazione di scambio e retroazione;
- passato / futuro → relazione temporale attraverso il presente;
- materia / mente → relazione tra due regimi dello stesso campo;
- ordine / disordine → relazione di trasformazione;
- vita / morte → relazione di transizione.
In tutti questi casi cambiano radicalmente i "contenuti" dei due regimi, ma permane una struttura più astratta:
regime A ↔ relazione ↔ regime B
E c'è un punto ancora più importante per l'ADR: A e B non devono necessariamente essere già dati prima della relazione. Possono emergere proprio dalla relazione come due modalità relativamente stabilizzate di essa.
Quindi potremmo arrivare a una formulazione ancora più radicale:
> Non esistono prima i poli e poi la relazione. Esiste una relazione che, in determinate condizioni, si articola in due regimi.
Questo spiega anche perché le diadi possono comparire in domini apparentemente incomparabili: non stai cercando gli stessi poli in tutto il reale; stai cercando la ricorrenza della stessa forma relazionale attraverso poli/regimi differenti.
Ed è probabilmente qui che ADR può distinguersi dall'idea tradizionale di "opposti": non una teoria degli opposti, ma una teoria delle relazioni capaci di generare una polarizzazione in regimi differenti.
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