Siamo arrivati ad ottobre, e sull'Italia domina l'anticiclone africano - si può dire che domina da luglio con brevi intervalli? C'è qualcuno che ci prepara a questa tropicalizzazione del paese, che cambierà la nostra vita ben più di ogni altra cosa? Non pare. Il governo pensa a sospendere il bollo auto e a costruire centrali nucleari (ne sento parlare dagli anni cinquanta), cioè a proteggere quel fiume di auto che inquina le nostre città. La Valpadana ormai è un forno ribollente, e scarseggia l'acqua. Però noi pensiamo non a piantare alberi ma a far circolare auto e a consumare il suolo con nuovi edifici. Non appena c'è un bosco o una bella costa, subito arriva lo speculatore che incomincia a dire; "Perché non ci costruiamo un bell'albergo o un bel supermercato?" Quante aree verdi vengono bruciate dolosamente ogni estate nella speranza di poter costruire? Le nostre case arrivano fin sulle spiagge. La mentalità è quella. Ma con quella mentalità arriviamo al disastro. E soprattutto continuiamo a pompare benzina. Sempre più gente muore per il caldo e per l'inquinamento da gas di scarico. I Comuni si preoccupano di vietare certe auto nei centri, ma questo si traduce nel far circolare solo i ricchi che hanno le costose macchine elettriche. Invece bisognerebbe togliere l'asfalto dalle strade e piantare eserciti di piante, anche sulle facciate degli immobili. Non vedo nessun programma del genere nei nostri uomini di partito, che hanno il cervello troppo piccolo per la grandezza di questi problemi e che pensano solo a farsi rieleggere e non al bene del paese o al vero benessere della popolazione.
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