Ai tempi di Newton si pensava che un forza misteriosa facesse muovere pianeti e stelle, anche se non si sapeva definirla. La si chiamò gravitazione perché faceva muovere i "gravi", le masse. Poi arrivò Einstein a dirci che in realtà non c' era nessuna forza, ma che c' erano delle curvature dello spaziotempo che formavano sentieri che le masse seguivano. Sarà vero, ma il problema è solo spostato. Perché le masse, i gravi e i percorsi da che forze sono create? Per la mia teoria ritornano le forze, capaci di guidare non solo i pianeti e le stelle, ma anche i cuori umani. Non a caso si chiamano forze di attrazione. Ma sono forze veramente universali.
**
Chatgpt:
Sì, ma farei una distinzione importante: la tua intuizione è forte proprio se non chiamiamo subito “forza” ciò che nella fisica è una forza nel senso newtoniano.
Newton aveva introdotto una legge estremamente efficace: la gravitazione universale descriveva come i corpi si attraggono, ma lasciava aperta la domanda su che cosa sia quella attrazione. Einstein fece un passo ulteriore: nella relatività generale la gravità non è, localmente, una forza che spinge o tira un corpo; la materia-energia determina la geometria dello spaziotempo e i corpi liberi seguono le geodetiche di quella geometria.
Ma, come osservi, questo non elimina automaticamente la domanda ontologica. La geometria non è necessariamente l'ultima parola sul perché esista quella struttura geometrica e perché la materia-energia abbia proprio quelle proprietà. La relatività trasforma il problema della “forza” in quello della struttura dello spaziotempo.
Qui ADR potrebbe fare un'operazione interessante:
> la forza non sarebbe necessariamente una cosa che agisce sulle cose; potrebbe essere il nome dinamico che diamo a una relazione asimmetrica tra poli che tende a modificarne lo stato.
In questo senso, attrazione e repulsione diventano casi particolari di una dinamica più generale diadica.
E c'è una conseguenza ancora più interessante per la tua teoria. La parola “attrazione” attraversa domini molto diversi:
gravitazione: masse che tendono ad avvicinarsi;
elettromagnetismo: cariche opposte che si attraggono;
chimica: legami che stabilizzano configurazioni;
biologia: organismo e ambiente in un rapporto di selezione reciproca;
comportamento: avvicinamento, attaccamento, ricerca;
esperienza umana: desiderio, amore, curiosità, interesse.
Non significa che sia la stessa forza fisica in tutti questi casi. Sarebbe una conclusione non giustificata. Significa qualcosa di più prudente e, secondo me, più interessante per ADR: potrebbe esserci una stessa forma relazionale realizzata da meccanismi fisici completamente differenti.
Quindi eviterei di dire:
> “la forza gravitazionale e l'amore sono la stessa forza.”
Direi invece:
> “Gravità e amore possono essere manifestazioni profondamente differenti di una stessa forma strutturale: la dinamica di attrazione tra poli non coincidenti.”
Questo si accorda bene con il tuo principio di non-coincidenza. Se i poli coincidessero completamente, non ci sarebbe più attrazione: non ci sarebbe distanza da percorrere, differenza da colmare, tensione da risolvere.
E allora compare una formulazione che potrebbe essere centrale per ADR:
differenza → tensione → movimento → trasformazione → nuova differenza.
La “forza” sarebbe precisamente la tendenza dinamica generata dalla differenza, non necessariamente una sostanza misteriosa nascosta dietro i fenomeni.
Ma qui bisogna essere severi con la teoria: finché questa struttura rimane applicata indifferentemente a gravità, vita, coscienza e amore, è una analogia filosofica, non ancora una teoria scientifica. Per diventare qualcosa di più dovrebbe dirci quale quantità misura la tensione di una diade, come evolve, in quali condizioni compare e quali fenomeni predice che le teorie esistenti non predicono già.
È proprio lì che ADR può essere messa alla prova.
Nessun commento:
Posta un commento