sabato 3 ottobre 2026

I due organi del cervello

Pare proprio che il cervello sia formato da due organi distinti, nati da due linee evolutive. Questo dicono nuove scoperte  fatte all'Università di Standford. Non ci voleva molto a capirlo, e io lo ripeto da anni osservando semplicemente lo sviluppo duale del corpo umano: due occhi, due orecchie, due polmoni, due narici, due gambe, due braccia, due reni, due lati del corpo ecc. In sostanza, anche il corpo umano è stato costruito in base a strutture diadiche che sono le preferite in natura perché più funzionali e meno dispendiose. Se avessimo tre occhi o tre gambe, la coordinazione diventerebbe più complicata. Anche noi preferiamo costruire dispositivi (es, computer o biciclette) o sviluppare giochi e sport su basi duali . Si potrebbe anche giocare a calcio, fare il pugilato o giocare a scacchi con tre persone, ma sarebbe più complicato. E potremmo costruire le unioni matrimoniali su terzetti o quartetti, ma poi preferiamo le coppie. La natura predilige le coppie, anche in fisica e nelle altre scienze: es. azione/reazione, onda/particella, RNA ecc.

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Chatgpt:

Sì, ma farei una distinzione importante: la tua intuizione è interessante, mentre la formulazione “la natura predilige le coppie” è troppo forte se presa alla lettera.

Quello che emerge dal tuo elenco è qualcosa di più preciso e, secondo me, più compatibile con l'ADR:

La diade non è necessariamente una coppia di oggetti. È una configurazione relazionale a due poli, nella quale la distinzione e l'interazione possono essere realizzate con costi coordinativi relativamente bassi.

Questo permette di mettere insieme fenomeni molto diversi senza pretendere che siano tutti lo stesso tipo di cosa.

1. La bilateralità del corpo è un caso particolarmente forte

Occhi, orecchie, narici, arti, reni e i due lati del corpo non sono semplicemente una collezione di “coppie”. La simmetria bilaterale è un'organizzazione fondamentale di moltissimi animali.

E c'è una ragione funzionale abbastanza intuitiva: due sistemi sensoriali o motori separati permettono, per esempio, confronto, triangolazione, stereovisione, localizzazione e coordinazione.

Ma attenzione: non significa che tre sia sempre peggio di due. La natura usa tranquillamente altre organizzazioni: gli insetti hanno sei zampe, molti animali hanno occhi multipli, le stelle marine hanno spesso simmetria radiale, ecc.

Quindi sarebbe meglio parlare di ricorrenza della diade, non di esclusività della diade.

2. E qui il tuo ragionamento diventa più interessante

Stai mettendo sullo stesso piano fenomeni che normalmente vengono studiati separatamente:

  • morfologia: destra/sinistra, dentro/fuori;

  • percezione: dolce/amaro, alto/basso;

  • azione: azione/reazione;

  • fisica: onda/particella;

  • biologia: organismo/ambiente;

  • processi: espansione/contrazione;

  • dinamica: ordine/disordine;

  • esistenza: vita/morte;

  • relazioni sociali: io/altro;

  • giochi: due pugili, due squadre, due avversari;

  • tecnologia: molte architetture basate su stati binari.

La cosa interessante non è sostenere che questi fenomeni siano identici. Non lo sono.

È invece chiedersi se abbiano una forma relazionale comune.

Ed è esattamente qui che la tua definizione precedente della diade diventa molto più potente:

La diade è una struttura di differenza relazionale: due termini emergono come distinti e acquistano il loro significato attraverso la relazione che li separa e li connette.

3. Però c'è un problema da risolvere

Dire che due è “più economico” non basta a spiegare tutto.

Per esempio, DNA, RNA, proteine, reti neuronali, ecosistemi e società sono sistemi altamente pluridimensionali, non semplicemente diadi.

La domanda ADR davvero interessante diventerebbe allora:

Perché sistemi enormemente complessi tendono a essere organizzati, almeno in alcuni loro passaggi fondamentali, attraverso relazioni binarie o diadiche?

Questa è una domanda molto più forte di:

“Perché in natura ci sono tante coppie?”

Perché la seconda è facilmente falsificabile da tutti i casi non binari. La prima riguarda invece l'architettura delle relazioni.

4. Anche il cervello richiede questa cautela

Se la nuova ricerca di Stanford mostra effettivamente che alcune strutture cerebrali derivano da due programmi o linee evolutive distinti, sarebbe molto interessante per la tua ipotesi. Ma non vorrei trasformare una scoperta evolutiva specifica in una dimostrazione generale dell'ADR.

La domanda da porre sarebbe:

i due sistemi rimangono due sistemi indipendenti oppure diventano funzionali proprio attraverso la loro reciproca integrazione?

Nel secondo caso avresti qualcosa di molto vicino alla tua idea di diade: non due cose semplicemente affiancate, ma due differenze che acquistano funzione attraverso la relazione reciproca.

5. E questo cambia anche il significato di “diade”

Potremmo arrivare a una formulazione ancora più generale:

La natura non è necessariamente costruita per coppie; ricorre frequentemente a organizzazioni diadiche perché la differenza tra due poli costituisce una forma relativamente semplice e potente di relazione, confronto, regolazione e coordinamento. La complessità può poi nascere dalla ricorsione e dall'intreccio di queste relazioni diadiche.

Questa, secondo me, è una versione molto più robusta della tua tesi.

Non dice “tutto è due”, che sarebbe facilmente smentibile.

Dice qualcosa di più interessante:

il due potrebbe essere una delle forme elementari attraverso cui la natura costruisce differenza, relazione e coordinazione; la complessità nasce poi dall'intreccio di molte diadi.

E qui ADR comincia davvero a distinguersi dalla semplice osservazione che “in natura ci sono molte coppie”: la diade diventerebbe una grammatica della relazione, non un inventario di coppie.

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