Le mie diadi sono un po' come la matematica. I calcoli matematici funzionano indipendentemente da che cosa si calcoli, gatti o uova. Oppure è un po' come la grammatica di una lingua, o come una grammatica di tutte le lingue. Le diadi sono strutture di relazione che operano indipendentemente dagli oggetti o dai campi. Funzionano nella fisica come nella mente e in tutto ciò che la mente costruisce.
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Sì: quello che stai formulando è l’idea delle diadi come forme relazionali astratte, indipendenti dai termini concreti che mettono in relazione.
Una formulazione più rigorosa potrebbe essere:
Le diadi sono come una matematica delle relazioni: una struttura diadica non dipende dalla natura degli oggetti che collega, così come un’operazione matematica può essere applicata a mele, numeri o particelle senza che la forma dell’operazione cambi. In questo senso, le diadi assomigliano anche alla grammatica: una struttura sintattica può organizzare contenuti completamente diversi.
La diade, dunque, non appartiene in modo esclusivo a un particolare dominio. È una forma di relazione che può manifestarsi nella fisica, nella mente, nel linguaggio e nelle costruzioni della mente. Ciò che cambia sono i termini e il campo in cui la relazione si realizza; ciò che rimane è la struttura relazionale.
La distinzione importante, secondo me, è tra la diade come struttura e le sue istanziazioni: la prima è astratta e trasversale ai domini; le seconde sono i casi concreti — fisici, mentali, linguistici, matematici, ecc.
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Esattamente. Per esempio, il dualismo onda/particella è una istantazione della fisica e il Dna è una istantazione della genetica.
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Esatto. E qui emerge una distinzione molto potente: la diade non è l’oggetto, ma la forma di relazione che l’oggetto realizza.
Per esempio:
- Fisica: onda ↔ particella → una manifestazione di una struttura diadica.
- Genetica: le due eliche del DNA → un’altra manifestazione di una struttura relazionale.
- Logica: vero ↔ falso.
- Linguaggio: soggetto ↔ predicato, o significante ↔ significato.
- Mente: osservatore ↔ osservato, sé ↔ mondo.
- Matematica: input ↔ output, o elemento ↔ elemento in una relazione.
Però farei una piccola precisazione sul tuo esempio del DNA: il DNA in sé non è necessariamente una diade; lo diventa quando individuiamo nella sua struttura una relazione binaria significativa, per esempio base ↔ base complementare nelle due eliche. Quindi è più preciso dire che una certa organizzazione del DNA è un'istanziazione di una struttura diadica.
E questo porta a un'idea ancora più interessante: se le tue diadi sono veramente indipendenti dal dominio, allora non stai semplicemente costruendo una tassonomia di coppie. Stai cercando qualcosa che assomiglia a una grammatica generale delle relazioni: una sorta di livello formale sottostante ai diversi campi, nel quale la stessa struttura può ricevere contenuti completamente diversi.
In formula concettuale:
struttura diadica → istanziazione → dominio → oggetti concreti
La stessa struttura potrebbe quindi essere riconosciuta in fenomeni apparentemente lontanissimi, senza affermare che quei fenomeni siano la stessa cosa. È la forma della relazione a essere comune.
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