lunedì 18 novembre 2019

La meditazione del benessere


Ci sono persone che amano starsene per un po’ tranquille e in silenzio, fuori dal bailamme quotidiano, a meditare, e ci sono persone che odiano perfino l’idea della meditazione. Ma forse le differenze stanno nel modo in cui si presenta l’ “oggetto” della meditazione, che può essere molto vario e individuale. Non tutti devono fare la stessa cosa.
Per esempio, di solito si inizia con la meditazione sul respiro - una pratica che può annoiare e che non porta a risultati in tempi brevi. Non parliamo della consapevolezza sui nostri stati d’animo: spesso la gente non ama l’auto-osservazione e non sa niente di sé.
Se allora proponiamo una meditazione sul silenzio o sul vuoto tra due pensieri, può darsi che qualcuno provi una certa avversione.
Anche la ripetizione di un mantra, se non ben giustificata e spiegata, può apparire noiosa e piuttosto stupida.
Ma noi proponiamo qualcosa che è ben accetta a tutti: la meditazione sul senso di benessere.
Ci calmiamo e ci raccogliamo, fino a provare un senso di piacevolezza. Se fa caldo, trovate un posto fresco; se fa freddo, trovate un posto caldo e accogliente.
Soprattutto, mettetevi comodi e rilassatevi. Il vostro cuore-corpo e la vostra mente rallentano. Fate un po’ come un gatto che si raccoglie tutto e fa le fusa.
È inevitabile che proviate un senso di benessere. Ora, questo benessere è esattamente lo stato d’animo che dovete prendere come “oggetto”. Lasciate perdere ogni altro pensiero e concentratevi su questa sensazione.
Il benessere, lo stare bene, piace a tutti. E su quello voi meditate.
Riempitevi di benessere, immedesimatevi nel benessere. Tutto il resto, le preoccupazioni, le ansie e i desideri passano in secondo piano.
Tenete presente che questo benessere di base non è dovuto a qualche stato eccezionale, a qualche evento o a qualche persona. È proprio qualcosa che hanno tutti quando non sono impegnati nelle lotte dell’esistenza. Tutti gli esseri umani, anzi tutti gli esseri viventi, possono apprezzarlo.
E tenete presente che l’accesso alla meditazione è connotato proprio da una simile piacevolezza ed è alla portata di tutti. Il benessere è la porta d’ingresso, è già meditazione. E, una volta scoperto il meccanismo, può essere esteso e approfondito, fino a diventare una vera e propria beatitudine di tipo spirituale.
Poi studiatevi e sperimentate i vari livelli di jhāna, ben descritti, anche se in modo schematico, dal buddhismo. Potete accedervi a poco a poco anche voi.

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