sabato 25 agosto 2018

Corsi e ricorsi storici


Si dice che la storia non si ripeta mai uguale. E certo cambia di continuo. Ma è anche vero che percorre sempre le stesse strade.
Dopo due guerre mondiali e 60 milioni di morti, l’Europa si era finalmente unita in un progetto unico. Ma ecco che risorgono gli antichi nazionalismi, oggi ribattezzati sovranismi.
L’Italia, per esempio, vede la rinascita di un clerico-fascismo da cui non si è mai liberata e sogna il ritorno dell’ “uomo della Provvidenza”, un mito inventato dalla Chiesa cattolica e assorbito dagli italioti insieme al latte materno. (Non a caso le scuole materne sono in mano ai cattolici, che hanno infilato crocefissi e insegnamento religioso in tutte le scuole.)
Gli italioti si illudono ancora che la salvezza debba venire dall’esterno – e non da loro stessi.
Quale sia l’esito di questo indottrinamento “religioso” lo vediamo dai dati: l’Italia è il paese più corrotto d’Europa. D’altronde, gli alfieri della moralità sono un esercito di preti, che danno scandalo in tutto il mondo per la loro pedofilia e per il loro affarismo.
Il Papa va in giro a pregare per le vittime e a chiedere perdono per i crimini della Chiesa. Ma non basta. Deve cacciare i preti e i vescovi colpevoli e deve cambiare il tipo di formazione del clero. Finché al prete si richiede la castità assoluta e obbligatoria - un comportamento contronatura - gli scandali continueranno.
Il prete, anche dai vestiti (le sottane, i pizzi e i merletti), è un modello di travestitismo. In teoria non dovrebbe essere né maschio né femmina. Il risultato è un’ambiguità sessuale che sfocia nella pedofilia e in altri comportamenti deviati. Non si può fermare il fiume erotico che scorre in ogni uomo; si può solo scegliere dove indirizzarlo.
Ma proprio i Vangeli grondano di pedofilia: da Gesù che amava molto i bambini e il giovane Giovannino, a san Paolo, che odiava chiaramente le donne ma amava il suo giovane pupillo, Timoteo, cui indirizzava lettere molto affettuose. D’altronde, come si trova scritto nella Bibbia della Cei, “Timoteo fu per Paolo quel che Giovanni evangelista fu per Gesù: il discepolo prediletto, educato con affettuosissima cura, guidato e sorretto nei primi passi…”. Quanto amore! Ma non potevano trovarsi qualche ragazza?
Da qualche parte l’eros e l’affettività, ineliminabili dall’animo umano, devono uscir fuori.


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