Dicendo che nessuna cosa coincide con sè stessa, affermo che ogni cosa è immersa nel tempo, in cui ogni attimo è diverso dall' altro.
**
Claude: Il passaggio ha un salto che vale la pena isolare. Dire "ogni istante è diverso dall'altro" è un'affermazione sull'eterogeneità della serie temporale — ma da lì a "la cosa non coincide con sé stessa" ci vuole una premessa aggiuntiva, che tu stai dando per scontata: che la cosa *sia* semplicemente la sequenza degli istanti, senza alcun sostrato trans-temporale che persiste attraverso di essi.
Se invece ammetti un residuo identitario che attraversa gli istanti (la visione perdurantista classica: A è il "verme" quadridimensionale che include A(t1) e A(t2), diversi tra loro ma parti dello stesso A), allora il fatto che gli istanti differiscano non impedisce affatto alla cosa di coincidere con sé stessa — anzi, il verme intero coincide banalmente con sé stesso. La non-coincidenza degli istanti diventerebbe un caso di mero "cambiamento cambridgiano", non una violazione del principio di identità.
C'è poi un problema più delicato per l'impianto diadontologico: se fondi l'assioma
di non-coincidenza sull'immersione nel tempo, stai facendo del tempo il terreno pre-relazionale su cui γ opera — ma altrove il tuo framework tratta il tempo stesso come possibile prodotto di una dyade (penso al caso materia/antimateria, o al vuoto quantistico come configurazione asimmetrica). Se il tempo è γ-generato, non può fungere anche da fondamento della non-coincidenza senza circolarità. La domanda che ti farei: la differenza tra istanti è la *causa* della non-coincidenza, o ne è semplicemente un'*istanza* — un'altra dyade tra le tante, non il caso fondante?
**
Era per dare un contenuto all' assioma. Dalla non-coincidenza deduco tempo, coscienza ed energia.
**
Capisco l'intento — l'assioma come sorgente, non come conseguenza. Ma allora il problema si sposta: mi devi mostrare i tre passaggi deduttivi, perché non sono equivalenti tra loro.
**Tempo**: se A non coincide con A, serve una successione di stati distinti — la non-coincidenza *genera* la seriazione. Questo passaggio lo vedo: è quasi definitorio, non-identità → differenza → ordine → tempo.
**Energia**: qui il salto è più grosso. In fisica l'energia si lega a simmetrie (Noether: l'energia è conservata perché le leggi non variano nel tempo), non alla non-identità in quanto tale. Se derivi l'energia dalla non-coincidenza, stai probabilmente passando attraverso un passo intermedio — tipo "la non-coincidenza implica un differenziale, un differenziale implica una capacità di trasformazione, la capacità di trasformazione è energia" — ma quel passo va reso esplicito, altrimenti è un'omonimia tra "differenza logica" e "differenza fisica".
**Coscienza**: questo è il salto più pericoloso, ed è esattamente l'hard problem che hai già in sospeso nel framework. "A non coincide con A" ti dà del *cambiamento strutturale*. Perché il cambiamento strutturale dovrebbe implicare *esperienza* di quel cambiamento, piuttosto che essere solo cambiamento senza soggetto? Qui non basta dire "la non-coincidenza genera anche coscienza" per analogia con gli altri due — devi mostrare perché la differenza-da-sé produca un *per-sé*, e non resti differenza cieca.
Domanda diretta: nella tua derivazione, tempo/energia/coscienza escono dallo stesso passaggio logico, o ciascuno richiede una premessa ausiliaria diversa? Se la seconda, l'assioma non sta "generando" tre cose — sta facendo da innesco comune a tre catene deduttive indipendenti, che è una tesi più debole ma più difendibile.
Nessun commento:
Posta un commento