La non-coincidenza corrode il principio di non-contraddizione o di identità?
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Chatgpt:
Direi: corrode soprattutto il principio di identità, e solo indirettamente quello di non-contraddizione.
Se prendiamo il principio classico di identità:
> A = A
la tua non-coincidenza introduce una incrinatura fondamentale: nessuna realtà, per il fatto stesso di esistere nel tempo, coincide perfettamente con se stessa. A ogni istante A è anche ciò che A non era nell'istante precedente.
Non significa però:
> A = non-A
che sarebbe una violazione diretta del principio di non-contraddizione.
Piuttosto significa:
> A(t) ≠ A(t+Δt)
e dunque l'identità non è più una coincidenza assoluta, ma una continuità attraverso una differenza.
Qui emerge qualcosa di interessante per la tua ADR: la contraddizione potrebbe essere secondaria rispetto alla non-coincidenza.
La sequenza potrebbe essere:
non-coincidenza → differenza → polarità → tensione → oscillazione → relazione
La logica aristotelica parte da oggetti già identici a se stessi e stabilisce che non possano essere contemporaneamente A e non-A. La tua architettonica potrebbe invece partire da qualcosa di più originario: prima che ci sia contraddizione, deve esserci uno scarto.
E quello scarto impedisce all'identità di chiudersi completamente su se stessa.
Per questo la tua idea è più radicale se formulata così:
> La non-coincidenza non nega il principio di non-contraddizione; ne mette in questione il presupposto ontologico, cioè l'idea di un'identità perfettamente coincidente con se stessa.
E questo si collega bene alla tua concezione della coscienza: l'osservatore può distinguersi dall'osservato proprio perché non coincide completamente con esso. Se coincidessero senza residuo, non ci sarebbe relazione, osservazione né coscienza.
In formula molto schematica:
Identità assoluta → nessuna differenza → nessuna relazione
mentre:
Non-coincidenza → differenza → relazione → coscienza.
Quindi, se dovessi scegliere fra i due, direi: la non-coincidenza attacca alla radice il principio di identità; il principio di non-contraddizione viene destabilizzato solo come conseguenza.
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