sabato 29 agosto 2026

Campi affettivi diadici

 Se due esseri viventi (uomini o animali) si legano reciprocamente in una relazione significativa, non è che fra loro s'instaura un campo affettivo da cui vengono a dipendere entrambi?

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Sì, con una precisazione importante: parlerei di campo affettivo come di una realtà relazionale emergente, non necessariamente come di un campo fisico nel senso della gravità o dell'elettromagnetismo.

Quando due esseri viventi stabiliscono un legame significativo, accade qualcosa di interessante: ciascuno modifica lo stato dell'altro e, attraverso questa modificazione, viene a essere modificato a sua volta. Si crea quindi un circuito:

A → B → A → B → …

Il legame non è più semplicemente dentro A o dentro B. È nella relazione fra A e B.

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Questo si vede anche biologicamente. La presenza dell'altro può modificare attenzione, comportamento, stress, ritmi fisiologici, aspettative e perfino le risposte corporee. Nel tempo, ciascuno dei due costruisce una sorta di modello interno dell'altro: "so come reagirà", "so cosa significa quel gesto", "so cosa aspettarmi dalla sua presenza".

Ed è qui che la tua idea della diade diventa interessante.

Non abbiamo semplicemente:

individuo A + individuo B

ma:

A ↔ B

con una proprietà che appartiene alla coppia e non ai singoli elementi presi isolatamente.

Potremmo chiamare questa proprietà campo affettivo diadico.

La parola campo è appropriata metaforicamente perché il comportamento di ciascun elemento dipende dalla configurazione complessiva della relazione. E la dipendenza può diventare reciproca: io non sono soltanto colui che prova qualcosa per te; il mio stesso stato affettivo viene organizzato dalla relazione con te.

Ma eviterei di dire che ogni relazione significativa crea necessariamente dipendenza patologica. C'è una differenza fra interdipendenza e dipendenza. La prima può essere una caratteristica normale e persino costitutiva dei legami viventi; la seconda implica perdita di autonomia o difficoltà a funzionare senza l'altro.

La formulazione più forte, secondo me, sarebbe:

Quando due viventi entrano in una relazione sufficientemente significativa, emerge fra loro una realtà che non appartiene più interamente né all'uno né all'altro: un campo affettivo relazionale, nel quale ciascuno diventa condizione dello stato dell'altro.

E questo si accorda molto bene con la tua idea generale: la relazione non è qualcosa che si aggiunge agli individui già costituiti. In certi casi è proprio la relazione a contribuire a costituirli come ciò che sono.

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