Se due esseri viventi (uomini o animali) si legano reciprocamente in una relazione significativa, non è che fra loro s'instaura un campo affettivo da cui vengono a dipendere entrambi?
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Sì, con una precisazione importante: parlerei di campo affettivo come di una realtà relazionale emergente, non necessariamente come di un campo fisico nel senso della gravità o dell'elettromagnetismo.
Quando due esseri viventi stabiliscono un legame significativo, accade qualcosa di interessante: ciascuno modifica lo stato dell'altro e, attraverso questa modificazione, viene a essere modificato a sua volta. Si crea quindi un circuito:
A → B → A → B → …
Il legame non è più semplicemente dentro A o dentro B. È nella relazione fra A e B.
Questo si vede anche biologicamente. La presenza dell'altro può modificare attenzione, comportamento, stress, ritmi fisiologici, aspettative e perfino le risposte corporee. Nel tempo, ciascuno dei due costruisce una sorta di modello interno dell'altro: "so come reagirà", "so cosa significa quel gesto", "so cosa aspettarmi dalla sua presenza".
Ed è qui che la tua idea della diade diventa interessante.
Non abbiamo semplicemente:
individuo A + individuo B
ma:
A ↔ B
con una proprietà che appartiene alla coppia e non ai singoli elementi presi isolatamente.
Potremmo chiamare questa proprietà campo affettivo diadico.
La parola campo è appropriata metaforicamente perché il comportamento di ciascun elemento dipende dalla configurazione complessiva della relazione. E la dipendenza può diventare reciproca: io non sono soltanto colui che prova qualcosa per te; il mio stesso stato affettivo viene organizzato dalla relazione con te.
Ma eviterei di dire che ogni relazione significativa crea necessariamente dipendenza patologica. C'è una differenza fra interdipendenza e dipendenza. La prima può essere una caratteristica normale e persino costitutiva dei legami viventi; la seconda implica perdita di autonomia o difficoltà a funzionare senza l'altro.
La formulazione più forte, secondo me, sarebbe:
Quando due viventi entrano in una relazione sufficientemente significativa, emerge fra loro una realtà che non appartiene più interamente né all'uno né all'altro: un campo affettivo relazionale, nel quale ciascuno diventa condizione dello stato dell'altro.
E questo si accorda molto bene con la tua idea generale: la relazione non è qualcosa che si aggiunge agli individui già costituiti. In certi casi è proprio la relazione a contribuire a costituirli come ciò che sono.
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