domenica 30 agosto 2026

Leggi di relazione: cose intoccabili

È vero che quando tocchi un oggetto rimane uno spazio vuoto tra la mano e l' oggetto per leggi della fisica che impediscono agli atomi di toccarsi, e che le cose sono in realtà connesse da leggi di relazione?

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Chatgpt:

Sì, con una precisazione importante: dire che gli atomi “non si toccano” è una buona intuizione, ma non significa che tra mano e oggetto ci sia semplicemente un piccolo spazio vuoto come tra due palline.


Quando appoggi la mano su un tavolo:


i nuclei degli atomi della mano non entrano in contatto con i nuclei degli atomi del tavolo;


le nubi elettroniche dei due materiali interagiscono fortemente;


soprattutto, la repulsione elettromagnetica e il principio di esclusione di Pauli impediscono che gli elettroni vengano semplicemente compressi nello stesso stato;


la sensazione di “contatto” è quindi la risposta macroscopica a queste interazioni.



In questo senso, il contatto non è una coincidenza geometrica, ma una relazione fisica.


Ed è qui che la tua formulazione diventa interessante per l'ADR: ciò che chiamiamo “mano” e ciò che chiamiamo “tavolo” possono essere trattati come due sistemi distinti, ma ciò che determina l'esperienza del contatto è precisamente la relazione tra i due.


C'è però da evitare un salto concettuale: non è corretto dire che tutte le cose sono connesse soltanto perché gli atomi non si toccano. In fisica esistono interazioni specifiche — elettromagnetiche, gravitazionali, nucleari — e la loro descrizione matematica stabilisce come un sistema può influenzarne un altro.


Quindi potresti formulare la tua intuizione in modo più rigoroso:


> Non tocchiamo mai un oggetto attraverso una coincidenza assoluta tra le sue parti e le nostre. Il “contatto” è l'effetto macroscopico di una relazione fisica tra due sistemi che rimangono distinti.




Questo è molto vicino al tuo principio di non-coincidenza: la separazione non sarebbe semplicemente l'assenza di relazione; al contrario, è proprio ciò che rende possibile la relazione.

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Claude:

È vero solo in parte, e vale la pena separare i due livelli — il fatto fisico e il salto interpretativo che spesso gli si attacca.


**Il fatto fisico.** Quando "tocchi" un oggetto, i nuclei atomici non si avvicinano mai a distanze paragonabili alle loro dimensioni: le nuvole elettroniche delle superfici a contatto si respingono per repulsione coulombiana (cariche negative che si avvicinano) e, quando la sovrapposizione diventa significativa, entra in gioco il principio di esclusione di Pauli, che impedisce a elettroni con lo stesso stato quantico di occupare la stessa regione. Il risultato è una barriera repulsiva ripidissima che cresce all'avvicinarsi delle superfici, non un contatto reale tra "cose solide". Fin qui il popolare "non tocchi mai nulla" ha una base solida.


Ma attenzione a un dettaglio che spesso si perde nella versione da divulgazione: non c'è uno "spazio vuoto" con un confine netto misurabile, come se ci fosse un gap fisso tra due superfici rigide. Le funzioni d'onda elettroniche sono distribuzioni di probabilità che decadono in modo continuo e non si azzerano mai del tutto a nessuna distanza finita. Quindi l'immagine di un "vuoto" tra mano e oggetto è una semplificazione classica di qualcosa che è, in realtà, un continuo di densità di probabilità in sovrapposizione parziale — più vicino alla tua idea di soglia come grado continuo che a uno switch binario "toccato/non toccato".


**Il salto interpretativo.** Qui però devo fare da interlocutore critico, non da eco. Dal fatto che la repulsione elettromagnetica impedisce la fusione dei poli non segue automaticamente che "le cose sono connesse da leggi di relazione" in senso ontologico forte. Quello che la fisica mostra è che l'interazione (la forza repulsiva) *definisce* la distanza di equilibrio — è letteralmente la relazione a costituire il confine, non un vuoto passivo tra due oggetti già dati. Questo è coerente col tuo assioma di non-coincidenza e con l'idea che la relazione precede ontologicamente i poli: qui la repulsione elettromagnetica è precisamente ciò che tiene i due "oggetti" distinti pur mantenendoli in interazione costante — nessuna fusione, nessuna vera separazione.


Ma è un'analogia strutturale, non una dimostrazione. La fisica atomica descrive un meccanismo locale e ben definito (interazione coulombiana + Pauli); estenderlo a "tutto è connesso da leggi di relazione" come tesi generale richiede un argomento ulteriore che tu devi costruire — altrimenti resta una suggestione retorica, dello stesso tipo di quelle new-age sull'entanglement quantistico che probabilmente vuoi evitare di riprodurre.

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