giovedì 27 agosto 2026

Il Sé digitale

 Poiché la tecnica lavora sul corpo, non possiamo  pensarla come esterna alla soggettività. Il digitale è una nuova organizzazione del sensibile. Non ci porta fuori dal corpo, ma entra nella sua formazione quotidiana.

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Chatgpt:

Sì. Il nucleo è forte, soprattutto perché evita una falsa opposizione corpo/tecnica.

La formulerei così concettualmente:

La tecnica non è semplicemente uno strumento che il soggetto usa dall'esterno. Quando modifica ciò che il corpo percepisce, ripete, ricorda e desidera, modifica anche il modo in cui il soggetto si costituisce. Il digitale, dunque, non è un'uscita dalla carne, ma una nuova organizzazione del sensibile: educa quotidianamente attenzione, memoria, gesti, aspettative e relazioni.

E qui, rispetto alla tua ADR, emerge una diade interessante: corpo/tecnica non come due realtà separate, ma come una relazione di trasformazione reciproca.

La tecnica agisce sul corpo, ma il corpo, attraverso il proprio uso della tecnica, trasforma la tecnica stessa. È quindi più propriamente un circuito che una semplice causalità:

corpo → tecnica → corpo modificato → nuova tecnica

Questo rende anche più precisa la tua frase finale: il digitale non ci porta fuori dalla carne; modifica la carne nel suo modo di sentire e di agire.

C'è però una cautela: dire che il digitale è una «nuova organizzazione del sensibile» è una tesi filosofica molto più forte che dire semplicemente che il digitale influenza il comportamento. Va quindi argomentata, non data per acquisita.

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