Se la diade è materia/antimateria, la diade che riguarda la mente è presenza mentale/assenza mentale?
**
Claude: No, non è una buona analogia — e vale la pena capire perché, perché il motivo è istruttivo per la diadontologia.
**Materia/antimateria è una diade autentica**: le due polarità sono entità indipendenti (entrambe hanno massa, carica, spin propri), co-emergono per produzione di coppia, si annichilano per conflitto locale, e la loro relazione è descrivibile con una soglia energetica (2mc²) sopra la quale il fenomeno si genera. Passa independence, generative threshold, local conflict.
**Presenza mentale/assenza mentale** non ha questa struttura. L'assenza non è un polo che sussiste per conto proprio con proprietà indipendenti — è definita puramente come negazione logica della presenza. Non c'è nulla che "l'assenza" apporti come termine attivo nell'equazione: non annichilisce nulla, non co-emerge con la presenza in un processo generativo, non ha una soglia propria che la separi dal suo opposto. È il caso classico di X vs non-X che il tuo criterio di indipendenza dovrebbe escludere a monte — altrimenti ogni predicato genera automaticamente una "diade" con la propria negazione, e la teoria perde potere discriminante.
Se cerchi l'analogo mentale di un accoppiamento generativo reale (due poli indipendenti, soglia, conflitto locale), i candidati migliori restano quelli che già hai messo alla prova:
- **Eccitazione/inibizione** neurale — già verificata, resta la candidata più solida.
- Sul piano fenomenologico, qualcosa come **figura/sfondo** (Gestalt) potrebbe avvicinarsi di più a materia/antimateria: entrambi i poli sussistono simultaneamente, sono correlativamente definiti ma non sono la negazione l'uno dell'altro, e c'è una soglia attentiva che ne determina il dominio.
Se il tuo obiettivo era usare "presenza/assenza" come metafora informale e non come diade tecnica, ha senso comunicativo; ma formalmente rischia di essere proprio il tipo di scorciatoia che indebolisce l'apparato dei criteri d'esclusione.
**
Allora in campo mentale quale può essere la diade? L' eccitazione/inibizione mi sembra che abbia più a che fare con il cervello che con la mente.
**
Giusta osservazione — eccitazione/inibizione è già un livello sub-mentale (neurofisiologico), utile come possibile *substrato* ma non come diade della mente in quanto tale. Alcuni candidati più genuinamente mentali, testati sui tuoi criteri:
**Percezione/concettualizzazione** (l'intuizione kantiana vs. il concetto). Due poli indipendenti — puoi avere dato sensoriale senza categoria e schema categoriale senza contenuto attuale — che co-emergono nella cognizione effettiva, con una soglia (quanto viene "letto" percettivamente vs. "costruito" concettualmente) che oscilla secondo contesto e sviluppo cognitivo. Punto debole: rischia di essere una distinzione funzionale più che una vera tensione generativa.
**Attenzione focale/attenzione diffusa**. James la trattava già in questi termini: due modalità che non si sommano linearmente, competono per una risorsa limitata, e la soglia tra l'una e l'altra definisce lo stato cognitivo del momento. Più solida della prima come diade dinamica, ma manca forse di un vero "conflitto locale" — sembra più uno spettro continuo che un'opposizione generativa.
**Draṣṭṛ/dṛśya — il testimone e il visto** (Sāṃkhya-Yoga, purusha/prakriti). Qui la struttura è più robusta: due principi genuinamente indipendenti nella tradizione (la coscienza testimoniante non è mai identica ai contenuti mentali che testimonia), non sussistono l'uno riducendosi all'altro, e la loro confusione (avidyā, l'identificazione del testimone coi vritti) è esattamente il problema che Patañjali vuole risolvere — quindi c'è una soglia esperienziale reale (viveka, la discriminazione) che separa i due stati. Questo mi sembra il candidato più fedele alla struttura formale che cerchi, ed è anche quello più coerente con il tuo interesse per nirodha come accesso esperienziale a γ.
Attenzione a una cosa: qualunque candidato tu scelga, verificalo bene contro il rischio "presenza/assenza" — se uno dei due poli finisce per essere definito come mera negazione o sottrazione dell'altro (es. "assenza di contenuti mentali" invece di un principio positivamente caratterizzato come il testimone), la diade collassa di nuovo in X/non-X.
Nessun commento:
Posta un commento