venerdì 20 dicembre 2019

Paradossi della mente


Noi cerchiamo di avvicinarci ai nostri limiti, ma non riusciamo a superarli. Per esempio, cerchiamo di comprendere che cosa sia il silenzio assoluto. Però, per pensare o sperimentare il silenzio dobbiamo corromperlo, dobbiamo inquinarlo – e quindi lo distruggiamo.
Oppure, cerchiamo di capire che cosa eravamo prima di nascere o che cosa diventeremo dopo la morte. Ma non sappiamo rispondere, perché facciamo solo ipotesi e congetture. Così facendo, cercando di sapere, lo manchiamo. Infatti, per conoscerlo, dovremmo essere proprio là dove non sappiamo.
Non possiamo nemmeno conoscere l'Uno, perché vi si oppone proprio l'io che lo cerca.
E non possiamo conoscere noi stessi, perché ciò che conosciamo non può essere il conoscente...
Insomma, non si può negare che il segreto sia ben custodito. Ma il mistero è creato dai limiti della nostra mente che, per conoscere, deve dividere.
Per questo motivo, il cammino dell’uomo è lento e faticoso. Lo stesso desiderio di conoscere, il processo della conoscenza, limita e stravolge ciò che vorremmo conoscere.
Ogni volta dobbiamo tornare indietro e appostarci ai limiti della conoscenza, in attesa di un piccolo o grande salto.
Per conoscere ciò che per principio la nostra mente non può sapere, dovremmo farci non-mente. A questo punto, solo la non-mente potrebbe penetrare là dove non sappiamo.

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