In realtà, spesso, non siamo noi che
pensiamo; è il pensiero che si presenta e si dispiega al di fuori della nostra
volontà. Lo stesso avviene per sentimenti, emozioni, sensazioni, percezioni,
ecc. Si tratta di processi per lo più autonomi che accadono anche senza il
nostro controllo.
Inutile cercare il pensatore, ossia il
soggetto che pensa. È come il piovere. Se dico che “piove”, chi è il soggetto?
Sono io che penso? No, si pensa: il pensiero accade da solo,
almeno nella maggior parte dei casi. Sono cose che accadono senza che ci sia un
soggetto che decide e controlla tutto.
Non sono cose che accadono a noi. Noi siamo ciò che accade.
Di questo dobbiamo essere consapevoli.
Non dobbiamo illuderci di essere noi a controllare tutto, solo perché la
grammatica di impone di usare il pronome “io”.
Non sono io che penso; il pensiero
avviene spontaneamente. L’io è un pensiero come tutti gli altri.
Dobbiamo ridimensionare la nostra
pretesa di essere soggetti di tutto ciò che accade. Noi siamo parte di quell’accadere.
Nessun commento:
Posta un commento