sabato 7 marzo 2020

Come conoscere


Che ogni conoscenza sia una rappresentazione è ovvio, visto che tutto deve essere interpretato da una mente che ha determinati filtri e regole
Che cos’è il conoscere se non una concettualizzazione e una oggettivazione che stravolge e interpreta ogni dato. In tal senso significa far affiorare e apparire qualcosa, qualcosa che diventa subito un oggetto non oggettivo contrapposto a un soggetto.
Questo è appunto il processo creativo dualistico operato dalla coscienza stessa.
Ma, allora, la vera conoscenza, quella che esce dalle rappresentazioni e dalla trappola dei contrari, dovrebbe essere un non-conoscere; non qualcosa processato dalla mente, ma un escludere il processamento mentale.
Purtroppo questa operazione è molto difficile, perché la  mente dovrebbe escludere se stessa. E nei casi in cui ciò accade spontaneamente, come per esempio nel sonno profondo, viene meno la coscienza stessa.
Insomma la vera conoscenza sta al di là del mondo creato dalla mente cosciente. Quando non sappiamo neppure di esistere, siamo nella realtà originale.

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