giovedì 19 luglio 2018

Contemplare nel bosco


Ritirati in un bosco, ai piedi di un albero, in un luogo solitario; lì siediti con le gambe incrociate, il corpo eretto e fissa l’attenzione davanti a te.
                      Buddha

Raccogliti nel folto di un bosco, dove non c’è traccia del mondo umano. Puoi contemplare i cespugli, gli alberi, le foglie, gli insetti; puoi metterti all’ascolto dei suoni del bosco: un fruscio, uno scricchiolio, il canto di un uccello… 
       Sei solo, circondato dalla natura. Sotto di te, la terra fertile; sopra, il cielo che intravedi appena. Intorno, mille esseri, mille presenze.
       Sei un uomo senza tempo, circondato da forze che percepisci ma che non puoi controllare. Il bosco ti incute un senso di paura: potresti essere assalito e nessuno potrebbe aiutarti.
       Tutti i sensi sono all’erta, devi essere vigile come un animale che si gioca a ogni istante la vita, predatore o predato. Sei consapevole di essere lì. Aguzza la vista, tendi l’orecchio. Sei più vivo che mai.
       Tutti proveniamo da un bosco del genere, tutti l’abbiamo alle spalle e davanti a noi, tutti abbiamo dentro una “selva oscura”.

Chi medita solitario nella foresta, costui è per me un uomo nobile.

Dhammapada


       Per orizzontarti, devi accendere la tua stessa luce.
       In quell’attimo di grande attenzione, fai convergere la consapevolezza su te stesso. Realizza la tua presenza, il fatto di essere lì in quel momento. Intensifica la percezione fino al limite estremo – fino al fondo di te stesso.

Sedendo solo, dormendo solo, errando solo senza provare fatica, dominando se stesso, l’asceta è felice nella foresta.
                      Dhammapada

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