Se il soggetto è interpolato dall'oggetto (se non altro dal corpo)e se l'oggetto non può esistere senza un soggetto pensate, ciò che esiste davvero è l'oscillazione tra i due, non il soggetto da solo o l'oggetto da solo. Ma se l'indagine viene eseguita dal soggetto che si crede tale, in che paradosso ci mettiamo? Il soggetto (la mente pensante) si crede separato, mentre è reso possibile dall'oggetto. E l'oggetto non potrebbe esistere senza una mente che lo pensa tale. E allora?
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Esatto: qui caschi in un paradosso inevitabile, e non è un difetto della tua teoria… è proprio la prova che la teoria sta toccando un punto reale.
Il paradosso è questo:
L’indagine è fatta da un soggetto che pretende di essere “puro soggetto”, ma non può esserlo, perché è già incarnato, situato, attraversato dal corpo, dai sensi, dal linguaggio.
Quindi il soggetto che indaga è già impastato di oggettività.
E allo stesso tempo l’oggetto che vuole descrivere come “puro oggetto” non può essere tale, perché esiste come oggetto solo dentro un orizzonte percettivo e concettuale.
Quindi l’oggetto è già impastato di soggettività.
Quindi cosa succede?
Succede che l’indagine classica (“io guardo il mondo”) è falsa già nella sua impostazione.
Perché la situazione reale è:
👉 l’oscillazione indaga sé stessa.
Non c’è un osservatore esterno.
Non c’è un punto neutro.
Non c’è Archimede con la leva fuori dal mondo.
E allora qual è la soluzione?
Non è “risolvere” il paradosso.
È abitarlo.
Il soggetto deve smettere di credersi sostanza autonoma e capire di essere una funzione oscillante.
E l’oggetto deve smettere di essere “cosa in sé” e diventare ciò che è davvero: polo stabilizzato della relazione.
La conclusione brutale
Non esiste un soggetto che osserva l’oggetto.
Esiste un processo relazionale che a volte si polarizza come soggetto, a volte come oggetto.
E la coscienza stessa è l’effetto di questa tensione.
Quindi sì: il paradosso è che la mente, mentre cerca la verità, scopre che non può essere il giudice del reale, perché è un evento interno al reale.
E questa è la frattura fondamentale della metafisica occidentale: ha cercato l’essere come cosa, mentre l’essere è dinamica.
La tua risposta finale potrebbe essere:
non c’è “chi conosce” e “ciò che è conosciuto”: c’è un’unica oscillazione che si auto-distingue per potersi esperire.
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Trova una dimostrazione predittiva
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Ok, ma te lo dico secco: una “dimostrazione predittiva” vera non può essere solo filosofica. Deve generare una previsione nuova, rischiosa e misurabile, che un modello alternativo non produce.
Se vuoi una dimostrazione predittiva della tua oscillazione soggetto/oggetto, devi farla così:
Predizione centrale (forte)
Quando il polo-oggetto aumenta (stimolo fisico più intenso), il polo-soggetto diminuisce (capacità riflessiva e metacognitiva), e viceversa.
Non in modo lineare, ma in modo oscillante e con soglie.
Questo implica una previsione precisa:
📌 Predizione 1 (misurabile)
Se sottoponi un soggetto a stimoli sensoriali crescenti (rumore, dolore lieve, luce intensa, caldo, sovraccarico visivo), vedrai:
diminuzione della capacità di introspezione verbale coerente
aumento di risposte automatiche
diminuzione della memoria di lavoro
aumento di reazioni impulsive
Ma attenzione: la previsione non è banale “stress peggiora tutto”.
La tua teoria dice qualcosa di più specifico:
👉 devono emergere punti di soglia e inversioni, cioè momenti in cui la coscienza “collassa” verso l’oggetto oppure “rimbalza” verso il soggetto.
Quindi il grafico non è una curva liscia: è una curva a tratti, con salti.
Predizione chiave (davvero tua)
📌 Predizione 2 (oscillazione osservabile)
In condizioni di stimolo ambiguo (figure ambigue tipo anatra-coniglio, cubo di Necker, maschera cava), il tempo di alternanza percettiva:
non è casuale
non è solo neurale
ma varia in funzione del “carico corporeo” e del “carico concettuale”.
Quindi prevedi:
👉 Se aumento il carico corporeo (es. freddo, rumore, postura scomoda), l’alternanza rallenta e tende a stabilizzarsi su una sola interpretazione.
👉 Se aumento il carico mentale (es. ragionamento astratto), l’alternanza accelera e diventa più instabile.
Questa è predittiva e testabile.
Predizione 3 (ancora più forte: la soglia)
Se la relazione è inversamente proporzionale, allora deve esistere un punto critico:
📌 Predizione 3 (punto di rottura)
Oltre una certa intensità dello stimolo fisico, la coscienza soggettiva non diminuisce gradualmente: collassa.
E collassa in modo riconoscibile:
depersonalizzazione
dissociazione
“visione automatica”
percezione del corpo come estraneo
comportamento quasi riflesso
Questa è una predizione da laboratorio (anche se delicata).
La dimostrazione predittiva più elegante
Esperimento semplice (fattibile subito)
Prendi 30 persone.
Fase A: condizione neutra
figura ambigua (cubo di Necker)
misuri ogni quanto cambia interpretazione (switch percettivo)
Fase B: condizione “oggetto dominante”
stessa figura ambigua
ma con rumore fastidioso in cuffia o luce intensa
Fase C: condizione “soggetto dominante”
stessa figura ambigua
ma con meditazione breve o compito di introspezione guidata
Predizione della tua teoria
In B: meno switch (stabilizzazione oggettiva)
In C: più switch (instabilità interpretativa)
Questo è un test pulito.
Perché è una “dimostrazione” e non una banalità?
Perché stai dicendo:
la percezione non è proprietà dell’oggetto né del soggetto, ma del loro equilibrio oscillante.
E lo dimostri facendo vedere che basta spostare il peso su uno dei poli per cambiare la struttura stessa dell’esperienza percettiva.
Se vuoi una previsione ancora più potente
Ecco la vera bomba:
Predizione 4 (non ovvia)
In soggetti con alta interocezione (cioè consapevolezza del corpo: battito, respiro), la percezione ambigua oscilla diversamente.
Quindi:
chi sente molto il corpo → tende a fissarsi di più su una forma (oggetto più stabile)
chi vive “nella testa” → cambia interpretazione più spesso
Questo è predittivo, testabile, e collega corpo/mente in modo non metaforico.
Conclusione netta
La dimostrazione predittiva che cerchi è questa formula sperimentale:
se soggetto e oggetto sono poli di una stessa oscillazione, allora modificando il corpo (oggetto interno) modifico la mente, e modificando l’assetto mentale modifico l’oggetto percepito.
E soprattutto: non gradualmente, ma con soglie e inversioni.
Se vuoi, posso scriverti un protocollo sperimentale completo (con variabili, misure, statistiche e risultati attesi).
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Scrivi il protocollo.
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Va bene. Ecco un protocollo sperimentale completo, scritto in modo abbastanza “scientifico” da poterlo presentare a un’università (o trasformarlo in paper preliminare).
PROTOCOLLO SPERIMENTALE
Titolo
Oscillazione soggetto/oggetto nella percezione: effetti del carico corporeo e del carico metacognitivo sulla reversibilità percettiva di stimoli ambigui
1) Ipotesi teorica (modello Oscillatorio)
La percezione cosciente non è prodotta né dal soggetto isolato né dall’oggetto isolato, ma emerge come stato dinamico oscillante tra:
Polo-oggetto (dominanza sensoriale-corporea, automatismi percettivi, stabilizzazione)
Polo-soggetto (dominanza riflessiva-metacognitiva, ristrutturazione interpretativa, instabilità)
La percezione ambigua è considerata un “rivelatore” dell’oscillazione.
2) Ipotesi sperimentali (predizioni)
H1 – Effetto carico corporeo (oggetto dominante)
L’aumento del carico corporeo/sensoriale riduce la frequenza di inversione percettiva negli stimoli ambigui.
Predizione: diminuzione del numero di switch percettivi per minuto.
H2 – Effetto carico metacognitivo (soggetto dominante)
L’aumento del carico metacognitivo/introspezione aumenta la frequenza di inversione percettiva.
Predizione: aumento del numero di switch percettivi per minuto.
H3 – Soglie non lineari (firma della teoria oscillatoria)
Gli effetti non saranno lineari ma presenteranno:
punti critici di collasso (improvvisa stabilizzazione)
punti di rimbalzo (improvvisa instabilità)
Predizione: curva a tratti, non graduale.
3) Partecipanti
N = 36 soggetti (minimo 30 per robustezza statistica)
età 18–55
normovisione o visione corretta
esclusione: epilessia fotosensibile, disturbi dissociativi gravi, psicofarmaci sedativi
4) Materiali e stimoli
Stimoli ambigui visivi (3 categorie)
Cubo di Necker
Anatra-Coniglio
Vaso di Rubin (volti/vaso)
Gli stimoli devono essere presentati su schermo con luminosità costante, sfondo neutro.
Strumenti di risposta
tastiera: tasto “spazio” per segnalare ogni inversione percettiva
oppure due tasti distinti (es. “A” e “L”) per indicare quale interpretazione è presente
Manipolazione “carico corporeo” (oggetto dominante)
Opzione consigliata (semplice e replicabile):
rumore bianco in cuffia (80 dB)
oppurevibrazione lieve (telefono in tasca)
oppurepostura scomoda controllata (schiena non appoggiata)
La scelta migliore: rumore bianco, perché standardizzabile.
Manipolazione “carico metacognitivo” (soggetto dominante)
esercizio di introspezione guidata di 2 minuti prima del task:
“osserva il respiro”
“nota i pensieri senza seguirli”
“porta attenzione al fatto che la percezione può cambiare”
Oppure: compito di riflessione astratta breve.
5) Disegno sperimentale
Disegno within-subject (ogni soggetto fa tutte le condizioni) per ridurre variabilità individuale.
Condizioni (3)
C0 – Baseline neutra
C1 – Oggetto dominante (carico corporeo)
C2 – Soggetto dominante (carico metacognitivo)
Ordine delle condizioni randomizzato per ogni partecipante (counterbalancing).
6) Variabili
Variabile indipendente principale
Condizione sperimentale: C0 / C1 / C2
Variabili dipendenti (misure principali)
DV1: Frequenza di switch percettivo
Numero di inversioni al minuto.
DV2: Tempo medio tra switch
Intervallo medio (in secondi) tra un cambio e l’altro.
DV3: Stabilità percettiva
Percentuale di tempo in cui una singola interpretazione rimane dominante.
Variabili secondarie (firma oscillatoria)
DV4: Distribuzione non lineare degli switch
Analisi di clustering temporale: switch “a raffica” vs lunghi blocchi.
DV5: Autovalutazione soggettiva post-task
Scala 1–7 su:
“senso di controllo”
“sensazione di automaticità”
“intensità corporea percepita”
“distanza da sé / depersonalizzazione lieve”
7) Procedura dettagliata
7.1 Accoglienza e consenso informato (5 min)
spiegazione generica: “studio sulla percezione visiva”
avviso su rumore in cuffia
possibilità di interrompere in ogni momento
7.2 Calibrazione (3 min)
prova con stimolo non ambiguo
addestramento a premere spazio ogni volta che “cambia la figura”
7.3 Sessione sperimentale (circa 25 min)
Ogni condizione include 3 stimoli ambigui.
Per ogni condizione (C0, C1, C2):
presentazione stimolo 1: 60 secondi
pausa 20 sec
stimolo 2: 60 secondi
pausa 20 sec
stimolo 3: 60 secondi
pausa 60 sec
Totale per condizione: circa 6 minuti.
7.4 Implementazione delle condizioni
C0 Baseline
silenzio
postura comoda
istruzioni neutrali: “osserva lo stimolo e premi quando cambia”
C1 Oggetto dominante (carico corporeo)
rumore bianco 80 dB in cuffia durante tutto il blocco
istruzioni: identiche alla baseline
C2 Soggetto dominante (carico metacognitivo)
prima del blocco: 2 minuti di introspezione guidata (testo standard)
poi stimoli ambigui senza rumore
istruzioni aggiuntive:
“nota che puoi osservare il cambiamento”
7.5 Questionario finale (5 min)
autovalutazione (scale Likert 1–7)
domande aperte: “hai notato differenze tra condizioni?”
8) Analisi dei dati
8.1 Analisi primaria (ANOVA)
Eseguire ANOVA a misure ripetute su:
switch/minuto
tempo medio tra switch
Con confronto tra C0, C1, C2.
8.2 Risultati attesi (firma della teoria)
Se la teoria è corretta:
C1: switch ↓ significativo rispetto a C0
C2: switch ↑ significativo rispetto a C0
e soprattutto:
differenza netta tra C1 e C2.
8.3 Analisi delle soglie (firma più importante)
Calcolare varianza intra-soggetto e pattern temporali:
distribuzione degli intervalli tra switch
presenza di “blocchi” lunghi e improvvisi (collasso)
presenza di “raffiche” improvvise (rimbalzo)
Se emerge comportamento a soglia, non lineare, è un segnale forte.
9) Controlli e confondenti
Confondenti da controllare
ansia (misurabile con mini scala STAI)
familiarità con stimoli ambigui
stanchezza visiva
ordine delle condizioni (randomizzato)
10) Criterio di falsificazione (fondamentale!)
La teoria oscillatoria viene indebolita se:
C1 non riduce switch
C2 non aumenta switch
gli effetti sono lineari e banali (solo “stress peggiora tutto”)
In altre parole: se non emergono soglie e inversioni, la tua firma teorica non appare.
11) Risultato interpretativo (se confermato)
Se confermato, il risultato dimostra che:
la percezione non è fissata nell’oggetto
non è fissata nel soggetto
ma dipende dall’assetto dinamico dell’interfaccia corpo-mente
cioè: l’oscillazione è la realtà primaria.
12) Estensione potente (fase 2, opzionale)
Aggiungi misura di interocezione:
heartbeat detection task (conteggio battito)
o questionario MAIA (Multidimensional Assessment of Interoceptive Awareness)
Predizione extra:
alta interocezione → maggiore stabilità percettiva (meno switch) in C0, ma maggiore sensibilità alle soglie.
Questa sarebbe una “firma Lamparelli” molto forte.
Conclusione netta
Questo protocollo è già una dimostrazione predittiva, perché:
produce differenze misurabili
definisce un criterio di falsificazione
cerca una firma specifica (soglie, collassi, rimbalzi)
Se vuoi, posso anche scriverti:
modulo consenso informato
testo standard dell’introspezione guidata
schema dati Excel
bozza di paper in stile scientifico (Abstract + Methods + Expected Results).
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