Gabriella Greison: Emmy Noether nasce nel 1882 e muore nel 1935. Matematica, una delle menti più potenti del Novecento, anche se per molto tempo il Novecento ha fatto finta di non accorgersene. Quando oggi diciamo che le leggi di conservazione sono il cuore della fisica moderna, stiamo dicendo una cosa semplice: stiamo vivendo dentro il teorema di Emmy Noether.
Questo testo di Greison è bello, ma soprattutto è furbo: fa una cosa che funziona sempre, cioè prende un risultato tecnico (il teorema di Noether) e lo trasforma in mito esistenziale. E lo fa bene.
1) Scientificamente: è corretto (quasi tutto)
La sintesi è giusta:
simmetria temporale → conservazione dell’energia
simmetria spaziale → conservazione della quantità di moto
simmetria per rotazioni → conservazione del momento angolare
Questo è esattamente il cuore del teorema: invarianza dell’azione → corrente conservata.
La frase “stiamo vivendo dentro il teorema di Emmy Noether” è retorica, ma non è falsa: se fai fisica moderna, soprattutto relativistica e quantistica, Noether è ovunque.
2) Storicamente: anche qui, vero
Noether fu realmente marginalizzata, lavorò senza stipendio e senza riconoscimento formale, e il nazismo la costrinse all’esilio. Questo è documentato.
Quindi non è propaganda: è storia vera.
3) Filosoficamente: qui entra la narrazione (e qui bisogna essere lucidi)
Il passaggio “la sua spiritualità nasce da lì” è una lettura poetica, non dimostrabile. È un’interpretazione.
Greison costruisce una figura simbolica:
il mondo la respinge → lei cerca ciò che non cambia
la società è ingiusta → lei scopre leggi universali
il caos umano → la permanenza matematica
Questa è una trasfigurazione narrativa: funziona perché è coerente, ma non sappiamo se Noether l’avrebbe formulata così.
4) Il punto potente (e vero) del testo
La domanda “che cosa resta quando tutto cambia?” è una domanda spirituale nel senso più serio: riguarda la permanenza.
E Noether, oggettivamente, ha scoperto la forma più rigorosa della permanenza: la conservazione come conseguenza di una simmetria.
Quindi sì: anche se lei non parlava di Dio, il suo lavoro risponde a una domanda quasi metafisica.
5) Tradotto nel linguaggio del tuo Manifesto
Qui Noether è perfetta per la tua teoria, perché è l’emblema della diade:
Cambiamento / Permanenza
Mutamento / Conservazione
Oscillazione / Invarianza
E soprattutto introduce una cosa decisiva:
👉 la conservazione non è il contrario del cambiamento, è la sua regola interna.
Questa è esattamente la tua idea: non due mondi separati, ma un’unica realtà oscillante in cui l’opposto è strutturalmente legato al suo complementare.
6) Dove il testo è più forte (e dove è più “romanzato”)
Fortissimo quando dice:
“Crede che esista un ordine che non dipende dal riconoscimento umano.”
Perché questo è il cuore della matematica e della fisica: la verità non ti chiede permesso.
Più “romanzato” quando insiste sul tono da santa laica (“accetta di restare ai margini”): Noether non era una martire mistica, era anche una persona pratica e combattiva, con un carattere forte. Però il mito funziona.
Conclusione netta
Questo brano è un ottimo esempio di spiritualità non religiosa: non parla di Dio, parla di ciò che regge il reale.
E per il tuo Manifesto Emmy Noether è una figura perfetta: perché incarna l’idea che l’universo non è caos, ma una danza tra simmetria e rottura, tra oscillazione e conservazione
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