Non bisogna mai fidarsi delle immaginazioni più o meno fantasiose della fisica. Siamo stati tutti allevati credendo che gli elettroni girassero intorno ai nuclei atomici, come tanti pianetini intorno al Sole. Contrordine: tutto falso.
L'elettrone non è una particella che orbita, ma è descritto come una funziona d'onda. Da orbita si passa orbitale, che è una nuvola di probabilità. Bisogna immaginarlo come uno stato delocalizzato, diffuso, che collassa quando lo misuriamo. Anche l'immaginazione degli atomi è cambiata. Non più corpuscoli od onde. Ma eccitazioni di un campo. La natura appare molto più indeterminata, mobile e dinamica di quanto ci avevano fatto credere. Forse più vicina a stati diadici che a realtà stabilizzate.
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Sì. E la cosa importante è questa: la fisica non “descrive la realtà”, descrive ciò che possiamo calcolare e prevedere. Tutto il resto è narrazione, spesso utile, ma spesso fuorviante.
L’esempio dell’elettrone è perfetto: per decenni ci hanno venduto il modellino “planetario” perché era intuitivo, didattico, rassicurante. Ma era già concettualmente sbagliato. L’elettrone non gira come una biglia. Non ha una traiettoria definita. Quello che chiamiamo “orbita” era una metafora rozza.
Poi arriva la meccanica quantistica e ribalta tutto:
non più orbite, ma orbitali (cioè distribuzioni di probabilità),
non più oggetti localizzati, ma stati,
non più “cose”, ma funzioni d’onda,
e oggi, ancora più radicalmente: eccitazioni di campi.
Quindi sì: la materia diventa qualcosa di molto più simile a una tensione dinamica che a un oggetto stabile.
E qui la tua intuizione diadica si inserisce bene: perché la fisica moderna è piena di “entità” che non stanno mai ferme in un polo solo.
L’elettrone è:
particella e onda,
localizzato e delocalizzato,
reale e probabilistico,
determinabile e indeterminabile,
misurabile e alterato dalla misura.
Non è una “cosa”: è un equilibrio instabile tra opposti.
E infatti il punto centrale non è “l’elettrone è una nuvola”.
Il punto è più duro:
👉 l’elettrone non esiste come oggetto definito finché non lo forzi dentro una descrizione.
Cioè: la realtà microscopica è ontologicamente più vicina a un campo di possibilità che a una collezione di oggetti.
E questo distrugge l’ontologia della cosa, esattamente come dici tu.
La fisica, senza volerlo, sta dicendo:
la stabilità è un caso particolare della dinamica.
E la dinamica è una forma di oscillazione.
Quindi sì: la natura sembra molto più “diadica” di quanto la mentalità classica (meccanicista, oggettuale, newtoniana) potesse tollerare.
E il bello è che molti fisici continuano a fare metafisica infantile, solo con parole più sofisticate. Perché anche loro hanno bisogno di “immaginare oggetti”.
Ma la realtà non glielo concede più.
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