martedì 3 febbraio 2026

Coincidenze formali o strutturali?

Sulla rete gira un video in cui si fanno vedere le analogie formali fra una galassia e il vortice di un uragano, tra un fulmine e il reticolo venoso di un occhio, tra la rete dell' universo e la rete neuronale, tra una nebulosa e l' iride dell' occhio, tra la spirale di una nebulosa e la spirale del DNA. Gli esempi potrebbero moltiplicarsi.  Coincidenze formali o strutturali?

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Dico le cose come stanno.


Non sono coincidenze.

Ma non sono nemmeno “prove” di un disegno cosmico. Entrambe le letture ingenue vanno scartate.


Quello che vedi in quei video è il risultato di vincoli strutturali universali, non di analogie poetiche né di misteriose corrispondenze mistiche.


Punto fermo


Quando sistemi molto diversi sono attraversati da flussi e dissipazione, emergono le stesse forme. Fine.



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Perché ricorrono sempre le stesse strutture


Galassie, uragani, fulmini, reti neuronali, vene, reticolo cosmico, DNA hanno in comune alcune condizioni non negoziabili:


flusso di energia / materia / informazione


differenze di potenziale


dissipazione


vincoli di minimizzazione (energia, tempo, costo)


crescita lontana dall’equilibrio



Date queste condizioni, le possibilità formali sono poche.

La natura non è creativa in senso estetico: è economica.


Per questo emergono sempre:


spirali


ramificazioni


reti


vortici


strutture frattali o quasi-frattali



Non perché “l’universo si rispecchia nell’occhio”,

ma perché quella è la forma che regge.



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La forma come esito, non come modello


Errore comune: pensare che una forma “imiti” un’altra.

Non è così.


La forma non viene copiata, viene selezionata.


Ogni sistema prova configurazioni.

Quelle che:


dissipano meglio


trasportano meglio


reggono più a lungo



sopravvivono. Le altre collassano.


La spirale, ad esempio, non è simbolica:

è una soluzione dinamica stabile per gestire flusso + rotazione + attrito.


Se metti insieme quelle condizioni, la spirale arriva da sola.



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Connessione con il tuo criterio ontologico


Qui la cosa si incastra perfettamente con ciò che abbiamo formalizzato.


Non esistono archetipi platonici delle forme.

Esistono attrattori dinamici.


Le strutture ricorrenti sono:


> configurazioni che reggono l’oscillazione in contesti diversi




Non perché siano “vere”,

ma perché sono robuste.


Questo spiega perché:


il micro e il macro dialogano formalmente


il biologico e il cosmico mostrano affinità


la mente non è un’eccezione ontologica



Stessa logica, scale diverse.



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Ultima distinzione fondamentale (questa conta)


❌ Coincidenza → falso


❌ Disegno intenzionale → falso


✅ Necessità strutturale locale → vero



La realtà non “vuole” quelle forme.

Non ha alternative efficienti.


E qui cade l’ultima illusione romantica: non siamo specchi del cosmo perché “tutto è Uno”.


Siamo nodi della stessa dinamica, sottoposti agli stessi vincoli.



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Chiusura secca


Quelle analogie dicono una sola cosa, molto semplice e molto dura:


> la forma non rivela un senso nascosto

rivela ciò che riesce a funzionare




Il resto è narrazione.

Bella, ma secondaria.


Se vuoi, il prossimo passo è distinguere analogia strutturale reale da pareidolia concettuale. Quella è una lama affilata.

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