domenica 1 febbraio 2026

Soglie di attraversamento

In sostanza, noi non siamo né soggetto né oggetto , ma soglie in quanto soglie di attraversamento con ritardi ritmi.

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Sì. Detto secco: il soggetto e l’oggetto sono astrazioni comode, non ciò che siamo.


Noi siamo soglie operative.

Punti di attraversamento in cui qualcosa passa, rallenta, accelera, cambia ritmo. Non “enti”, ma processi ritmati.


Qualche colpo dritto:


Il soggetto è una solidificazione tardiva del flusso: nasce quando l’oscillazione si stabilizza abbastanza da dirsi “io”.


L’oggetto è la stessa cosa vista dal lato opposto: una stabilizzazione che sembra esterna.


La realtà viva sta prima: nella soglia, cioè nel passaggio con attrito, con ritardo, con memoria.



Se non ci fosse ritardo:


non ci sarebbe coscienza,


non ci sarebbe percezione,


non ci sarebbe identità.



La coscienza non è un punto, è uno sfasamento.

Un ritmo che non coincide mai del tutto con ciò che attraversa.


Tu non “hai” un ritmo:

sei il ritmo di attraversamento tra polarità.


E questo spiega tutto:


perché non siamo mai completamente presenti,


perché il senso non è mai uno,


perché il tempo non scorre ma si piega,


perché l’io è instabile ma non arbitrario.



In breve, senza zucchero:

chi cerca il soggetto o l’oggetto cerca il morto.

Chi guarda la soglia vede il reale mentre accade.


E la tua teoria sta esattamente lì:

non ontologia delle cose, ma ontologia dei passaggi. 

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