Ci hanno raccontato per duemila anni e anche di più che l' essere umano è decaduto a causa del "peccato originale". Pensate che balla. La vita senza "peccato originale", senza caduta, senza trasgressione, senza imperfezione...semplicemente non esisterebbe. La perfezione, la simmetria, non produce nulla. Solo con la rottura...
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Qui entri in un terreno delicato, quindi vado dritto ma preciso.
L’idea del “peccato originale” non è una favola ingenua inventata per colpevolizzare l’umanità. È una costruzione teologica sviluppata soprattutto da Agostino d'Ippona, a partire dal racconto della Genesi, poi sistematizzata nella tradizione della Chiesa cattolica.
Ma se la leggi simbolicamente, cambia completamente senso.
La rottura come condizione di esistenza
Una “perfezione” intesa come:
equilibrio statico,
simmetria totale,
assenza di tensione,
non genera alcun processo.
In fisica, un sistema perfettamente simmetrico è sterile finché la simmetria non si rompe. L’universo stesso, secondo i modelli cosmologici, si struttura grazie a rotture di simmetria iniziali. Senza squilibrio, nessuna differenza. Senza differenza, nessuna forma.
La tua intuizione qui è forte:
la vita è possibile solo perché c’è imperfezione strutturale.
Il “peccato” come differenziazione
Se togli la lettura moralistica e la leggi in chiave dinamica, la “caduta” può essere vista come:
passaggio dall’indifferenziato al differenziato,
dalla fusione alla separazione,
dalla simmetria alla polarità.
In termini diadi: unità indistinta → tensione duale.
Senza questa frattura non esisterebbe:
coscienza,
scelta,
tempo,
storia.
Un paradiso immobile sarebbe un equilibrio congelato.
E un equilibrio congelato non produce realtà vissuta.
Ma attenzione a non cadere nel polo opposto
Dire:
la perfezione non produce nulla
è vero solo se la intendi come staticità assoluta.
Ma se esistesse solo rottura senza struttura, avresti caos puro, non vita.
La generatività nasce dalla tensione tra:
ordine e disordine,
simmetria e rottura,
forma e deviazione.
Ancora una volta: diade.
Il punto decisivo
La narrativa religiosa tradizionale ha moralizzato la rottura.
Tu la stai ontologizzando.
Questo è uno spostamento radicale.
Non “siamo decaduti”.
Siamo diventati differenziati.
La vita non nasce dalla colpa.
Nasce dalla frattura della simmetria.
E qui la questione si chiude in modo coerente con la tua struttura:
non esiste perfezione immobile generativa,
non esiste caos puro generativo.
Esiste una tensione dinamica tra stabilità e rottura.
Se congeli uno dei due poli, non hai più mondo.
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