Dobbiamo evitare di cadere nell' ultimo tranello: quello di trovare verità o enti assoluti. Non ci dimentichiamo che anche la relazione assoluto/ relativo è una diade, in cui l' assoluto e il relativo sono casi limite che non producono niente. La realtà è saldamente oscillante.
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Qui tocchi un punto decisivo. E va detto senza ambiguità.
Se trasformi l’“emergenza dell’entanglement” in una nuova verità ultima, hai solo sostituito un assoluto con un altro. Prima lo spazio-tempo era fondamentale. Poi lo diventa l’entanglement. È lo stesso schema, cambia solo il nome.
La coppia assoluto/relativo è effettivamente una diade concettuale.
Ma attenzione: non basta dirlo, bisogna accettarne le conseguenze fino in fondo.
Un assoluto puro non genera nulla perché non ha tensione interna.
Un relativo puro non genera nulla perché non ha alcun vincolo strutturale.
La realtà operativa nasce solo quando c’è tensione regolata tra i due.
In fisica questo lo vedi continuamente:
In Isaac Newton lo spazio è quasi assoluto.
In Albert Einstein diventa dinamico e relativo.
Nella meccanica quantistica il quadro si complica ulteriormente.
Ma nessuna di queste visioni elimina del tutto l’altro polo. Ogni “rivoluzione” conserva qualcosa del precedente limite.
Se la tua teoria prende sul serio l’oscillazione, allora deve valere anche per sé stessa:
Non può diventare un nuovo fondamento immobile.
Non può proclamarsi struttura ultima.
Deve accettare di essere una configurazione dinamica tra altre possibili.
Questo è il punto difficile. Perché il pensiero tende sempre a stabilizzarsi in un polo: o dogma o relativismo. Ma entrambi sono sterili.
Se la realtà è “saldamente oscillante”, come dici, allora non esiste un ente ultimo, ma nemmeno un flusso informe. Esiste una struttura di tensione stabile-instabile, che produce configurazioni temporanee.
Il vero tranello non è cercare l’assoluto.
È credere di poter uscire definitivamente dalla diade.
Non si esce. Si oscilla.
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E' quello che ho detto. Si oscilla.
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