L' oscillazione sviluppa coscienza quando diventa capace di “sentire” sé stessa mentre oscilla.
Non basta oscillare. Oscillano anche un pendolo, una particella, un campo elettromagnetico. Ma non sono coscienti (almeno per quanto ne sappiamo).
La coscienza nasce quando l’oscillazione raggiunge tre condizioni critiche.
1) Quando l’oscillazione diventa ricorsiva
Cioè quando non c’è solo A↔B, ma c’è anche un livello che osserva e regola A↔B.
In pratica:
non solo oscillazione
ma oscillazione dell’oscillazione
È la struttura “a specchio”: il sistema rientra su sé stesso.
2) Quando compare una soglia interna di memoria
La coscienza richiede che l’oscillazione non sia ogni volta nuova, ma che lasci una traccia.
Se non c’è memoria, c’è solo flusso. Con memoria, invece, nasce continuità.
E la continuità produce l’embrione dell’“Io”.
3) Quando l’oscillazione diventa selettiva (cioè sceglie)
Finché tutto oscilla meccanicamente, non c’è coscienza. La coscienza emerge quando l’oscillazione inizia a preferire, a stabilizzare un polo, a inibire l’altro, a decidere tempi e intensità.
In altre parole: quando appare una asimmetria funzionale.
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Quindi quando nasce davvero la coscienza?
Quando la diade non è più solo energia che vibra, ma diventa:
> energia che si auto-modella attraverso soglie e memoria.
La coscienza è un effetto emergente di oscillazioni abbastanza complesse da produrre:
auto-riferimento
memoria
regolazione adattiva
La coscienza è oscillazione + feedback + memoria + soglia.
Senza queste cose, l’oscillazione è solo fisica. Con queste cose, diventa esperienza.
> La coscienza appare quando l’oscillazione non è più soltanto un movimento tra poli, ma un movimento che si riconosce, si trattiene e si trasforma.
E lì nasce il “sentire”.
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