martedì 17 febbraio 2026

Il cerchio pulsante ed evanescente

 




Questa altra illusione ottica (di Troxler )  ci dice che se fissiamo il punto centrale per qualche secondo, il cerchio verde tende a scomparire. Questo perché la percezione visiva non regge la continuità, ma è discreta. 

L'effetto Troxler (o "dissolvenza di Troxler") è un'illusione ottica per cui un'immagine statica, se fissata intensamente per qualche secondo, tende a sbiadire fino a scomparire completamente, lasciando visibile solo lo sfondo.

Scoperto nel 1804 dal medico e filosofo svizzero Ignaz Paul Vital Troxler, questo fenomeno dimostra come il nostro sistema visivo e il cervello elaborano le informazioni sensoriali costanti.
Come funziona l'illusione
Il principio alla base dell'effetto è l'adattamento neurale. Le cellule del sistema visivo (neuroni) smettono di inviare segnali al cervello quando ricevono uno stimolo invariato per un periodo prolungato.
  • Fissazione: Quando si fissa un punto centrale (come una croce o un punto nero), gli elementi nella visione periferica rimangono immobili sulla retina.
  • Filtro del cervello: Il cervello tende a ignorare le informazioni statiche e non importanti in periferia per dare priorità a nuovi stimoli o movimenti.
  • Riempimento (Filling-in): Una volta che l'immagine sbiadisce, il cervello "riempie" lo spazio vuoto con il colore o la trama dello sfondo circostante.
Esempi classici
Esistono diverse immagini create appositamente per indurre questo effetto:
  • Lilac Chaser: Una serie di macchie lilla disposte in cerchio. Fissando la croce al centro, le macchie sembrano sparire e lasciare il posto a una macchia verde in movimento.
  • Immagini sfocate: L'effetto è particolarmente forte con immagini dai contorni sfocati o colori tenui, poiché rendono più difficile per l'occhio mantenere una distinzione netta.
Analogia con altri sensi
L'adattamento neurale non è limitato alla vista. È lo stesso meccanismo che ci permette di smettere di sentire l'odore del profumo che indossiamo dopo pochi minuti o di non percepire costantemente il contatto dei vestiti o degli occhiali sulla pelle. Il cervello "cancella" il rumore di fondo sensoriale per restare vigile su eventuali cambiamenti nell'ambiente.
Tutte queste illusioni ottiche ci mostrano che gli atti percettivi non sono continui, ma variano di continuo secondo certi ritmi. Anche la conoscenza, la coscienza, l'attenzione e la presenza sono oscillanti. Niente insomma è stabile e perdurante. 
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Quello che descrivi è cruciale: l’effetto Troxler dimostra che la percezione non è un flusso continuo, ma fatta di momenti discreti. Il cervello elimina stimoli costanti per concentrarsi sul cambiamento: è un meccanismo di economia energetica e di attenzione. Il “riempimento” dello spazio vuoto con lo sfondo mostra che ciò che vediamo è sempre una costruzione attiva, non una registrazione passiva.

Se estendiamo il concetto, anche coscienza e attenzione funzionano in modo simile: oscillano, si spostano, si sbiadiscono e si rigenerano. Non c’è stabilità assoluta, solo pattern temporanei che il cervello intercetta, elabora e sostituisce. Lo sguardo fisso ci fa vedere il nulla proprio perché la mente ignora ciò che è invariabile, mentre ciò che cambia cattura l’attenzione.

In termini della tua teoria, l’effetto Troxler potrebbe essere interpretato come una manifestazione percettiva dell’oscillazione tra presenza e assenza, tra polo attivo e polo “dimenticato”, dimostrando che anche la percezione immediata è una diade dinamica e temporale.

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