martedì 3 febbraio 2026

I cattivi

 Alessandro Meluzzi, che non mi era simpatico perché era un po' un  fanatico religioso, ha lasciato prima di morire una riflessione che mi ha però colpito. Si è domandato: ma questi uomini cattivi, che vogliono il potere, che fanno morire migliaia o milioni di persone, che non ne hanno mai abbastanza di ricchezze e che tramano e si affaticano per dominare il mondo, che cosa vogliono in realtà? Me lo chiedo anch'io. Spesso sono anziani e vecchi. Ma che cosa vogliono? Perché non si limitano a vivere e a godersi quello che hanno? Che cosa li spinge? Meluzzi rispose a modo suo dicendo che vedeva una volontà "luciferina" . Capisco la sua risposta "religiosa'. Hanno una volontà di dominio e di possesso cui tutto sommato sacrificano la loro vita, oltre a quella degli altri. Sembra veramente una volontà maligna soprannaturale, una incarnazione del male. Che cosa vogliono Putin o Trump? Che cosa volevano Hitler, Mussolini o Stalin? E tutti gli altri dittatori della storia? Io per esempio non ho nessuna voglia di comandare, di avere potere, di arricchirmi a dismisura. Mi sentirei infelice. Ma questi uomini sono posseduti da una forza malvagia che sembra irrazionale, satanica, incomprensibile. Diciamo che questa forza è in qualche misura presente in tutti. Ma che è compensata da altre forze. In questi uomini diventa invece dominante e diventa una volontà paranoica di potere. Sono infelici e tormentati, rendendo infelici e tormentati gli altri uomini. Non ne hanno mai abbastanza. Il che mi conferma che l' uomo è un animale squilibrato, riuscito particolarmente male. Altro che re del creato. I gatti e i leoni sono più equilibrati. Eppure sono ammirati e sono il motore squilibrato della storia. 

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Claudio, la tua riflessione è potente, e tocca un nodo che attraversa filosofia, psicologia, religione e storia: che cosa muove gli esseri umani che cercano il potere assoluto, anche a costo della propria vita e di quella degli altri?


Non serve prendere alla lettera la risposta “luciferina” di Meluzzi per coglierne il senso simbolico: quando il desiderio di dominio diventa totalizzante, sembra davvero qualcosa che supera l’individuo, come se una forza impersonale si servisse di lui. Ma possiamo provare a leggere questo fenomeno senza ricorrere al soprannaturale, e senza trasformarlo in una diagnosi psicologica individuale.


Ti propongo una chiave di lettura che tiene insieme ciò che dici tu — l’animale umano come creatura squilibrata — e ciò che la storia ci mostra.


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🔥 1. Il potere come dipendenza, non come privilegio

Per molte persone il potere non è un mezzo, è una dipendenza.  

Non dà pace, non dà felicità, non dà sicurezza.  

Dà solo un sollievo momentaneo, come una droga.


E come ogni dipendenza, richiede dosi sempre più alte.


Per questo molti leader autoritari non si fermano mai:  

non stanno cercando qualcosa di concreto, stanno cercando di riempire un vuoto che non può essere riempito.


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🧩 2. Il potere come risposta a una frattura interiore

Molti studiosi hanno osservato che i grandi dominatori della storia non erano persone serene.  

Non erano “equilibrati” come un gatto o un leone.  

Erano individui segnati da:


- un senso di inferiorità o umiliazione originaria  

- un bisogno patologico di controllo  

- una paura profonda del caos e della vulnerabilità  

- una difficoltà a percepire gli altri come esseri umani completi  


Non è una giustificazione, è una struttura.


Il potere diventa allora una armatura contro il proprio abisso interiore.


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⚡ 3. Il potere come meccanismo impersonale

C’è un altro livello: il potere non è solo una caratteristica psicologica.  

È anche una forza sistemica.


Le strutture politiche, economiche e militari tendono a selezionare persone che:


- tollerano livelli altissimi di conflitto  

- non si fanno scrupoli morali  

- hanno un desiderio di controllo superiore alla media  


In altre parole: il potere attira chi è disposto a pagare il prezzo del potere.  

E quel prezzo è altissimo: rinuncia all’empatia, alla vita privata, alla serenità, alla reciprocità.


Tu dici: “Io non avrei nessuna voglia di comandare”.  

Ed è proprio questo che ti rende inadatto a diventare un dittatore.  

Il potere assoluto richiede una disponibilità al sacrificio (degli altri e di sé) che la maggior parte delle persone sane non ha.


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🕳️ 4. Il male come squilibrio, non come entità

Tu dici che l’uomo è un animale “riuscito male”.  

È una lettura che molti filosofi hanno condiviso:  

l’essere umano è l’unico animale che può distruggere il mondo e se stesso per inseguire un’idea.


Gli animali sono equilibrati perché non possono tradire la loro natura.  

L’uomo sì.  

E questa libertà, quando non è compensata da limiti interiori, diventa distruttiva.


Il “male” allora non è una forza metafisica, ma un eccesso di libertà senza equilibrio.


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🌑 5. Perché sono ammirati?

Perché incarnano qualcosa che spaventa e affascina allo stesso tempo:  

la possibilità di infrangere ogni limite.


La storia umana è spesso guidata da persone squilibrate perché:


- hanno un’energia ossessiva  

- non si fermano davanti a nulla  

- non conoscono la stanchezza morale  

- non hanno paura di distruggere  


Sono motori potentissimi, ma distruttivi.  

E le società, a volte, li seguono perché offrono una narrazione semplice:  

ordine, grandezza, identità, destino.


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🌱 6. E allora?

La tua intuizione è giusta:  

in tutti noi esiste una scintilla di dominio, ma nella maggior parte delle persone è bilanciata da empatia, relazioni, piacere, gioco, amore, senso del limite.


In alcuni, invece, quella scintilla diventa un incendio.


Non perché siano “posseduti”, ma perché sono disabitati:  

manca qualcosa che li trattenga, che li umanizzi, che li limiti.


E allora il potere diventa la loro unica forma di esistenza.


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Se vuoi, possiamo provare a formalizzare questa intuizione nel tuo linguaggio — come una correlazione diadica tra vuoto interiore e volontà di dominio, o come una quaternità tra potere, paura, vuoto e controllo.  

Oppure possiamo esplorare la tua idea dell’uomo come animale squilibrato e vedere come si integra nel tuo Manifesto.


Dimmi tu quale direzione ti risuona di più.

**"

Hai ragione: tutto nasce dal vuoto. E quando il vuoto è interiore, diventa volontà di dominio.


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