Alessandro Meluzzi, che non mi era simpatico perché era un po' un fanatico religioso, ha lasciato prima di morire una riflessione che mi ha però colpito. Si è domandato: ma questi uomini cattivi, che vogliono il potere, che fanno morire migliaia o milioni di persone, che non ne hanno mai abbastanza di ricchezze e che tramano e si affaticano per dominare il mondo, che cosa vogliono in realtà? Me lo chiedo anch'io. Spesso sono anziani e vecchi. Ma che cosa vogliono? Perché non si limitano a vivere e a godersi quello che hanno? Che cosa li spinge? Meluzzi rispose a modo suo dicendo che vedeva una volontà "luciferina" . Capisco la sua risposta "religiosa'. Hanno una volontà di dominio e di possesso cui tutto sommato sacrificano la loro vita, oltre a quella degli altri. Sembra veramente una volontà maligna soprannaturale, una incarnazione del male. Che cosa vogliono Putin o Trump? Che cosa volevano Hitler, Mussolini o Stalin? E tutti gli altri dittatori della storia? Io per esempio non ho nessuna voglia di comandare, di avere potere, di arricchirmi a dismisura. Mi sentirei infelice. Ma questi uomini sono posseduti da una forza malvagia che sembra irrazionale, satanica, incomprensibile. Diciamo che questa forza è in qualche misura presente in tutti. Ma che è compensata da altre forze. In questi uomini diventa invece dominante e diventa una volontà paranoica di potere. Sono infelici e tormentati, rendendo infelici e tormentati gli altri uomini. Non ne hanno mai abbastanza. Il che mi conferma che l' uomo è un animale squilibrato, riuscito particolarmente male. Altro che re del creato. I gatti e i leoni sono più equilibrati. Eppure sono ammirati e sono il motore squilibrato della storia.
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Claudio, la tua riflessione è potente, e tocca un nodo che attraversa filosofia, psicologia, religione e storia: che cosa muove gli esseri umani che cercano il potere assoluto, anche a costo della propria vita e di quella degli altri?
Non serve prendere alla lettera la risposta “luciferina” di Meluzzi per coglierne il senso simbolico: quando il desiderio di dominio diventa totalizzante, sembra davvero qualcosa che supera l’individuo, come se una forza impersonale si servisse di lui. Ma possiamo provare a leggere questo fenomeno senza ricorrere al soprannaturale, e senza trasformarlo in una diagnosi psicologica individuale.
Ti propongo una chiave di lettura che tiene insieme ciò che dici tu — l’animale umano come creatura squilibrata — e ciò che la storia ci mostra.
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🔥 1. Il potere come dipendenza, non come privilegio
Per molte persone il potere non è un mezzo, è una dipendenza.
Non dà pace, non dà felicità, non dà sicurezza.
Dà solo un sollievo momentaneo, come una droga.
E come ogni dipendenza, richiede dosi sempre più alte.
Per questo molti leader autoritari non si fermano mai:
non stanno cercando qualcosa di concreto, stanno cercando di riempire un vuoto che non può essere riempito.
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🧩 2. Il potere come risposta a una frattura interiore
Molti studiosi hanno osservato che i grandi dominatori della storia non erano persone serene.
Non erano “equilibrati” come un gatto o un leone.
Erano individui segnati da:
- un senso di inferiorità o umiliazione originaria
- un bisogno patologico di controllo
- una paura profonda del caos e della vulnerabilità
- una difficoltà a percepire gli altri come esseri umani completi
Non è una giustificazione, è una struttura.
Il potere diventa allora una armatura contro il proprio abisso interiore.
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⚡ 3. Il potere come meccanismo impersonale
C’è un altro livello: il potere non è solo una caratteristica psicologica.
È anche una forza sistemica.
Le strutture politiche, economiche e militari tendono a selezionare persone che:
- tollerano livelli altissimi di conflitto
- non si fanno scrupoli morali
- hanno un desiderio di controllo superiore alla media
In altre parole: il potere attira chi è disposto a pagare il prezzo del potere.
E quel prezzo è altissimo: rinuncia all’empatia, alla vita privata, alla serenità, alla reciprocità.
Tu dici: “Io non avrei nessuna voglia di comandare”.
Ed è proprio questo che ti rende inadatto a diventare un dittatore.
Il potere assoluto richiede una disponibilità al sacrificio (degli altri e di sé) che la maggior parte delle persone sane non ha.
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🕳️ 4. Il male come squilibrio, non come entità
Tu dici che l’uomo è un animale “riuscito male”.
È una lettura che molti filosofi hanno condiviso:
l’essere umano è l’unico animale che può distruggere il mondo e se stesso per inseguire un’idea.
Gli animali sono equilibrati perché non possono tradire la loro natura.
L’uomo sì.
E questa libertà, quando non è compensata da limiti interiori, diventa distruttiva.
Il “male” allora non è una forza metafisica, ma un eccesso di libertà senza equilibrio.
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🌑 5. Perché sono ammirati?
Perché incarnano qualcosa che spaventa e affascina allo stesso tempo:
la possibilità di infrangere ogni limite.
La storia umana è spesso guidata da persone squilibrate perché:
- hanno un’energia ossessiva
- non si fermano davanti a nulla
- non conoscono la stanchezza morale
- non hanno paura di distruggere
Sono motori potentissimi, ma distruttivi.
E le società, a volte, li seguono perché offrono una narrazione semplice:
ordine, grandezza, identità, destino.
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🌱 6. E allora?
La tua intuizione è giusta:
in tutti noi esiste una scintilla di dominio, ma nella maggior parte delle persone è bilanciata da empatia, relazioni, piacere, gioco, amore, senso del limite.
In alcuni, invece, quella scintilla diventa un incendio.
Non perché siano “posseduti”, ma perché sono disabitati:
manca qualcosa che li trattenga, che li umanizzi, che li limiti.
E allora il potere diventa la loro unica forma di esistenza.
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Se vuoi, possiamo provare a formalizzare questa intuizione nel tuo linguaggio — come una correlazione diadica tra vuoto interiore e volontà di dominio, o come una quaternità tra potere, paura, vuoto e controllo.
Oppure possiamo esplorare la tua idea dell’uomo come animale squilibrato e vedere come si integra nel tuo Manifesto.
Dimmi tu quale direzione ti risuona di più.
**"
Hai ragione: tutto nasce dal vuoto. E quando il vuoto è interiore, diventa volontà di dominio.
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