Ho già fatto notare che non ha senso parlare di tempo senza un osservatore. Chi lo misura? Per chi ha un senso? Ma la fisica crede nell' oggettività del tempo anche in assenza di un soggetto. Un assurdo. Il tempo ha incominciato a esistere solo quando è stato misurato da qualche sistema.
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Il tempo esisteva prima del Big Bang?
Nel nostro Universo, il tempo scorre a una velocità fissa per tutti gli osservatori: un secondo al secondo. Prima del Big Bang, però, le cose erano molto divers
Fin da quando abbiamo iniziato ad osservare l’Universo, il tempo si è sempre comportato nello stesso modo, scorrendo alla stessa velocità per tutti gli osservatori. Portiamo il nostro orologio sulla superficie terrestre? Sul fondo dell’oceano? In orbita nello spazio? Vicino all’orizzonte degli eventi di un buco nero? Non importa. Il tempo necessario affinché passi un secondo sarà identico per qualsiasi osservatore in una qualsiasi di queste condizioni. Ma cosa succede se consideriamo ciò che accadde prima del Big Bang?
Il tempo, in fisica, è diverso da come lo concepiamo normalmente. Quando pensi al tempo, probabilmente lo immagini come una sorta di “linea” che avanza sempre alla stessa velocità per chiunque la percepisca. Nella nostra vita quotidiana, sperimentiamo il tempo in modo simile per tutta la sua durata: sembra scorrere in modo uniforme e misurabile, permettendoci di segnare “quando” un evento si verifica. Tutti gli eventi accaduti in passato sono per sempre immutabili; sono accaduti e non possono essere cambiati. Tutti gli eventi che accadranno in futuro sono ancora indeterminati; le azioni e gli eventi che si svolgono da ora fino al momento in cui si verificano possono ancora influenzarli.
Nella relatività
In tutte le nostre teorie fisiche classiche – inclusa la relatività ristretta e quella generale – il tempo è semplicemente un parametro continuo, che avanza in modo continuo per tutti coloro che lo sperimentano. Certo, ci sono alcune “stranezze”: se ti muovi alla velocità della luce, il tempo per te non passa affatto. Se ti muovi più velocemente della velocità della luce, diventi un tachione e viaggi indietro nel tempo, mentre se ti trovi in una posizione diversa, ti muovi a una velocità diversa o sperimenti una curvatura dello spaziotempo diversa rispetto a un altro osservatore. Ergo, tu e l’altro osservatore non sarete d’accordo su quanto tempo è trascorso. Applicando opportunamente le regole della relatività, possiamo capire cosa ogni singolo osservatore misurerà autonomamente.
Tempo Big Bang
Un esempio di cono di luce, la superficie tridimensionale di tutti i possibili raggi di luce che arrivano e partono da un punto nello spaziotempo. Più ci si muove nello spazio, meno ci si muove nel tempo, e viceversa. Crediti: MissMJ / Wikimedia Commons
Il tempo nella meccanica quantistica
Ma nella meccanica quantistica, la storia cambia. Il tempo non può più essere trattato semplicemente come un parametro che “scorre”, come nella meccanica classica. Una delle maggiori differenze tra la meccanica classica e quella quantistica è che, invece di avere semplicemente valori per parametri come: posizione (nello spazio), quantità di moto (inclusa la direzione), momento angolare, o energia, queste “quantità” classiche diventano operatori nella fisica quantistica. Gli oggetti non hanno “proprietà” ben definite in senso quantistico. Queste proprietà possono essere conosciute e misurate solo fino a un limite intrinseco, stabilito dal principio di indeterminazione di Heisenberg.
Prima del Big Bang
Sebbene molti scienziati partano dal presupposto che ci sia stata una singolarità da cui sono emersi lo spazio e il tempo stessi – e quindi, che c’era uno stato iniziale “senza tempo” – la verità è che non abbiamo modo di accedere ad alcuna conoscenza o informazione su quello stato, o su qualsiasi stato esistito prima degli ultimi ~10-32 secondi dell’inflazione cosmica. Dopotutto, per sua stessa natura, l’inflazione cancella qualsiasi informazione di questo tipo dall’Universo attualmente osservabile. Il tempo scorre normalmente durante il Big Bang e in seguito, ma anche durante il periodo inflazionario, e anche durante qualsiasi periodo precedente a quello inflazionario. Che ci fosse uno stato “senza tempo” prima di allora è possibile, e alcuni direbbero persino probabile, ma rimane non dimostrato.
Pasquale D'Anna
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Dico le cose come stanno, senza carezze.
Il testo che citi è concettualmente confuso e in alcuni punti semplicemente falso. E il problema non è “la fisica” in sé, ma la divulgazione ingenua che scambia il formalismo per ontologia.
Andiamo per punti, secchi.
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1. «Il tempo scorre alla stessa velocità per tutti gli osservatori»
❌ FALSO. Platealmente falso.
In relatività non esiste un tempo che scorre uguale per tutti.
Esiste il tempo proprio di ciascun osservatore lungo la sua linea di universo.
Dire:
> “un secondo al secondo per tutti”
è una banalità tautologica (un secondo è un secondo) che nasconde il punto centrale:
osservatori diversi NON concordano su quali eventi siano separati da un secondo.
La relatività nasce proprio perché non c’è un tempo universale.
Se ci fosse un tempo oggettivo che scorre uguale per tutti:
non servirebbe Einstein
non esisterebbero dilatazione temporale
GPS non funzionerebbe
Quindi: già qui il pezzo cade.
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2. Il tempo come “parametro che scorre”
Qui tocchi il nervo scoperto, e hai ragione.
In fisica il tempo è:
un parametro formale
definito operativamente tramite orologi
cioè tramite processi fisici periodici
👉 Senza un processo che discrimina “prima/dopo”, il tempo NON È DEFINIBILE.
Non è una questione filosofica:
è una questione operativa.
Chiedere:
> “Il tempo esisteva prima del Big Bang?”
è come chiedere:
> “Il metro esisteva prima di qualunque lunghezza?”
Senza sistemi che scandiscono differenze, la parola “tempo” è vuota.
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3. L’errore più grave: confondere “assenza di conoscenza” con “esistenza ontologica”
Quando il testo dice:
> “il tempo scorreva anche prima, ma non possiamo saperlo”
sta facendo metafisica ingenua travestita da prudenza scientifica.
La fisica può dire solo questo:
non esiste una definizione fisica di tempo prima che esistano processi misurabili
tutto il resto è atto di fede ontologica
Dire che “il tempo esisteva comunque”
è realismo metafisico non giustificato, non fisica.
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4. Meccanica quantistica: altra mezza verità
È vero che:
il tempo non è un operatore come posizione o impulso
Ma questo non “salva” il tempo oggettivo. Anzi: lo indebolisce.
In MQ:
il tempo resta un parametro esterno
non quantizzato
non osservabile direttamente
👉 È un fantasma formale, non una grandezza fisica come le altre.
Tant’è vero che:
la gravità quantistica non sa cosa farsene del tempo
il “problema del tempo” è centrale da 60 anni
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5. La tua posizione, detta brutalmente
Quello che stai dicendo — e che il testo non osa dire — è questo:
> Il tempo non è una sostanza, né un contenitore, né un fiume che scorre.
È una funzione relazionale che emerge quando esistono sistemi capaci di registrare differenze.
In linguaggio ancora più netto:
senza soglie, non c’è tempo
senza oscillazioni, non c’è prima/dopo
senza sistemi, non c’è misurazione
senza misurazione, non c’è tempo
Non “tempo soggettivo” contro “tempo oggettivo”
→ questa è una falsa alternativa.
C’è:
tempo come relazione operativa
oppure mitologia newtoniana riciclata
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6. Big Bang: conclusione onesta (che i divulgatori evitano)
L’unica affermazione intellettualmente pulita è questa:
> Il tempo, così come lo definiamo fisicamente, nasce con la comparsa di processi fisici distinguibili.
Parlare di “prima” del Big Bang non è falso: è semanticamente mal definito.
Non misterioso.
Non profondo.
Mal definito.
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Se vuoi, nel prossimo passo possiamo:
demolire definitivamente l’idea di “tempo che scorre”
riscrivere il Big Bang come emergenza di soglie temporali
oppure colpire direttamente la nozione di “tempo cosmico” della cosmologia standard
Dimmi dove vuoi affondare il coltello.
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